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21 ottobre 2011

Rodchenko e I Realismi socialisti in un’unica grande mostra a Palazzo delle Esposizioni

Palazzo delle Esposizioni apre la nuova stagione espositiva con una mostra che, in un momento politico e storico così delicato, ha tutta l’aria di voler dire qualcosa di importante.

La mostra in questione dedicata al realismo socialista raccoglie una serie di opere pittoriche che narrano i difficili anni che vanno dal 1920 al 1970. Lo scopo fondamentale è quello di rivalutare i pezzi esposti considerandoli non come banale rappresentazione della corrente, considerata spesso come blocco monolitico, ma come straordinaria varietà di forme della rappresentazione e di approcci ideologici.

Le pareti di Palazzo, vibrano insieme alle opere, l’atmosfera sospesa, riconduce direttamente a quei momenti, percepibili sotto diverse forme, con il solo movimento dello sguardo. L’impatto è forte, tele come quella di Jurij Pimenov, Invalidi di Guerra (1916), catapultano drammaticamente non ad un contesto storico cruento, ma all’umanità massacrata dal delirio del potere.

Lo sguardo degli invalidi punge, arresta i battiti e ci fa sentire parte di una stessa storia.
La sequenza delle immagini, si alterna a momenti intimi e momenti di storia nazionale fondamentali, a quei passaggi imprescindibili di vita privata e potere politico.

Dalla lotta più intensa si approda alla rassegnazione, dipinta nelle tele di Gelij Korzev, con il ritratto di una madre, che è l’esemplificazione della vita comune, della disperazione tradotta in sguardi serrati, chiusi.

Ma la quotidianità nelle sue forme estreme è rappresentata da Aleksandr Rodchenko e Palazzo delle Esposizioni dedica un’intera sala ai suoi scatti, a quella sua fotografia sperimentale con un approccio multi stratificato.

Gli aspetti che si susseguono di fotografia in fotografia lasciano cogliere non solo il suo approccio analitico, ma spaccati di vita vissuta, rappresentata non solo nei volti ma anche nell’architettura immortalata con tagli diagonali, insoliti che ripropongono una rappresentazione della realtà, per quei tempi, inedita.

Una rappresentazione, la sua, che restituisce con precisione anni di transizione e fermento creativo, le sue costruzioni non sono solo architettoniche ma anche intellettuali. Mentre gli ultimi scatti, risalenti agli anni 30, sono lo specchio di un orientamento che appunto inizia a coincidere con lo spirito del realismo socialista.

È evidente che questa mostra raccoglie oltre alle immagini, un intero contesto storico, ed è per Palazzo delle Esposizioni una tappa fondamentale che ricorda i fasti della sua riapertura con la retrospettiva dedicata a Rothko cancellando per un momento i fantasmi di scelte espositive non sempre felici.

Alessandra Fina

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