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10 ottobre 2011

Spongebob rallenta i bambini?

La velocità nei cartoni animati potrebbe essere, secondo uno studio dell’Università della Virginia, un deterrente che determina un rallentamento delle capacità esecutive di un bambino di all’incirca di 4 anni.

La ricerca è stata pubblicata su Pediatrics dove sono stati pubblicati gli esiti di uno studio fatto su 60 bambini : se un bambino di 4 anni guarda un cartone di nove minuti come Spongebob, con scene che scorrono in maniera molto veloce, potrebbe avere dei problemi nel disegno, una pratica importantissima per quell’età.

Vi è più facilità e abilità nel disegnare dopo aver visto un cartone classico con velocità ridotta rispetto a chi è stato sottoposto alla visione del prodotto Made in Usa, con input molto veloci, non adatti ai bambini di quell’età. Stimoli insomma ai quali il fanciullo non riuscirebbe a star dietro.

Sul banco degli imputati vi è dunque Spongebob, la simpatica spugna gialla che vive nell’oceano insieme ad altre creature marine.

Scegliere cosa i nostri figli devono guardare alla Tv è importante ; seguirli, chiedere loro cosa hanno visto, dare la possibilità di raccontare cosa hanno capito di un cartone è un fattore importante per lo stimolo della creatività e dell’interazione col mondo degli adulti, partendo dai loro giochi. Uno studio dell’Università del Michigan alla World Conference on Educational Multimedia, Hypermedia & Telecommunications 2011 ha dimostrato come un gruppo di bambini non seguiti dai genitori scegliessero di giocare ai videogames più di altri bambini, allontanandosi dunque dalla Tv.

E’ come si utilizzano certi veicoli che preoccupa gli studiosi, notando in questi bambini una maggiore aggressività rispetto ad altri. Per qualunque attività che i bambini intendono fare (come il gioco, un’attività seria per il bambino per cui quel tipo di gioco è tutto il suo mondo) è sempre richiesta la presenza dei genitori, il loro entrare nel mondo dei bambini come ho evidenziato sopra. Chiedere ad esempio a quale gioco si è giocato, quali erano le regole stabilite per giocare il gioco e come si è svolta l’attività.

Danilo Ruberto

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