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14 ottobre 2011

STUDENTI TOCCA A NOI!

“Sai, tutto questo castello di carte, tutto questo Stato gigantesco costruito per far funzionare ogni cosa sta diventando sempre più grande, con sempre più norme e regole alle quali i piccoli uomini devono sottostare, la loro poca, preziosa libertà sempre più ridotta, tagliata su misura per essere inglobata, per andare bene con la macchina (…) e maledizione a chi non rimane al suo posto e a chi rompe le righe, a chi non è in sincronia. Lo Stato ha venduto ai piccoli uomini della merce che si chiama Contratto Sociale, e poi lo Stato ha dovuto costruire un enorme Bugia Sociale per mantenerlo.” (da L’amore nei giorni della rabbia di Lawrence Ferlinghetti)Ci siamo. Domani. Sabato 15 ottobre.

Un’occasione importante per far incontrare le tante questioni sociali che nella crisi vivono la loro drammatizzazione.
Un’occasione per dare voce al malcontento, all’inquietudine e all’insoddisfazione di cui è vittima oggi il nostro bel Paese.

L’appuntamento è fissato per le ore 14.00. Il corteo partirà da Piazza della Repubblica, attraverserà via Cavour, largo Corrado Ricci, via dei Fori Imperiali, piazza del Colosseo, via Labicana, via Manzoni, via Emanuele Filiberto fino a fermarsi a Piazza San Giovanni.

La giornata del 15 ottobre vedrà mobilitazioni in tutta Europa, nel Mediterraneo e in altre regioni del mondo, contro la distruzione dei diritti, dei beni comuni, del lavoro e della democrazia compiuta, con le politiche anticrisi, a difesa dei profitti e della speculazione finanziaria.

La manifestazione intende dunque riallacciarsi ad un ben più ampio contesto di iniziative di lotta a livello europeo e globale. Sfileranno gli indignados italiani, ma sarà una protesta internazionale: da Atene a New York un grande movimento protesterà contro la crisi economica globale.

Non ci sarà un palco vero e proprio, se non quello della strada; non ci saranno politici di professione a parlarci, ma uomini e donne che in questi mesi hanno lottato, perso il lavoro, sofferto della crisi o combattuto per superarla.

Ci saranno studenti, dottorandi, ricercatori che si sono visti strappar via di mano il proprio futuro, che si sono sentiti dire che la cultura in questo Paese non serve più.

I pullman per raggiungere Roma partiranno da oltre 102 località.

Gli organizzatori puntano a ricevere a Roma 150 mila persone, ma è facile prevederne molte di più.

Costruire tutti insieme una grande mobilitazione a Roma contro le politiche di austerità significa immaginare e proporre per il nostro paese un nuovo modello di sviluppo basato sulla democrazia reale, la giustizia sociale e la sostenibilità ambientale.

L’invito è quello alla PARTECIPAZIONE, attiva e intelligente, costruttiva e ragionata.
Indignarsi non basta, questo ce lo insegna la Storia.
Il cambiamento non arriva da sé, ma solo il frutto di una volontà generale potrà condurci ad un reale superamento del disagio generale.

Margherita Teodori

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