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Tearto Valle? Metafora della nostra Italia…

Redazione Controcampus 28 Novembre 2011
R. C.
18/06/2021

Il Teatro Valle Occupato? Una «pietra di paragone tra ribellione e immobilità, un permanente nulla di fatto» (Corsera, 25 ottobre).

Gli occupanti? Qualcuno li ha già ribattezzati «gli oligarchi». Attorno all’occupazione più celebre della capitale dai tempi dell’Università nel 1977 il clima sta cambiando, mentre l’iniziativa vive il suo primo momento di stanchezza. Certo, il Valle Occupato in qualche modo i galloni se li è guadagnati sul campo: dal 14 giugno sventando un opaco affidamento ai privati ha riscosso un successo mediatico enorme, la solidarietà convinta della cittadinanza, il concorso di decine di artisti, e oggi appare l’unico pezzo rimasto della primavera italiana, quella dei referendum e della vittoria alle amministrative.

Tra i sostenitori vanno ricordati il sindaco di Roma Gianni Alemanno e l’assessore alla Cultura Dino Gasperini: loro malgrado, perché incapaci di dare risposta alle istanze che l’iniziativa voleva veicolare, ne hanno aiutato la straordinaria riuscita.

Così il Valle a molti è sembrato l’unica concreta opposizione a una giunta capitolina che affonda nella mediocrità e non riesce neppure a tenere puliti i tombini, tant’è che dopo sei ore di pioggia s’allaga l’intera città. Figurarsi inventare un Teatro, e che Teatro, il Valle dove hanno visto la luce Cenerentola di Rossini e Sei personaggi in cerca di autore di Pirandello. Eppure dopo le perplessità di luglio a firma Goffredo Fofi, da metà settembre è cominciato un rossiniano crescendo di mugugni. ( L’unità)

Perché cosi è: l’occupazione si è trasformata in un carnage di attori che interpretano politici,in uno spazio che ormai è diventato luogo pubblicitario. Immaginate i consensi per un films in uscita di un Elio Germano in prima fila al Valle o di una Guzzanti,che mentra iscrive le linee dell’occupazione,produttori le finaziano debutti al Teatro Olimpico. Mi pare che il Valle sia diventato un abile luogo di pubblicità socialmente utile a fini lavorativi. Un tornaconti necessario.

Un ricovero per disoccupati in attesa del posto fisso. Uno specchio che riflette lo status caratteriale del nostro governo e dei nostri governanti (ex?). È un respiro politico a tutti gli effetti. Si al valle ,ci si incarna nel presenzialismo,cosi un giorno si spera che qualcuno si ricordi di queste persone sconosciute,aspiranti eterni,per conferire un posto anche a loro.
Le incursioni Baliani o di Stein con laboratori gratuiti,fanno pensare ad una maschera,ad una vetrina?

la penna di Katia Ippaso – sul sito Lettera 22 – con femmineo entusiasmo degno d’una nouvelle Pangloss descrive l’occupazione come «il migliore dei mondi possibili», talmente migliore da essere un reality show. Dunque il Valle Occupato non sarebbe una forma di lotta, né una forma di gestione, ma una forma di rappresentazione, anzi di autorappresentazione, come L’isola dei famosi: ecco spiegato, sogghigna qualcuno, il successo mediatico.

il critico Attilio Scarpellini chiosa: «Molti meriti vanno a questa occupazione ma, bisogna ammetterlo, finora non è accaduto nulla di teatralmente rilevante».

Simone Nebbia il 24 settembre sul sito Teatro e critica, scrive di un incontro tra gli occupanti del Valle e i rappresentanti della scena indipendente, due realtà tra cui non corre buon sangue. E perché non andrebbero d’accordo? Dopo giravolte e tripli carpiati Nebbia ammette: «Nessuno (nell’assemblea ndr) ha saputo trovare una risposta concreta, e neanche io». Chi prova a rispondere?

Arriva un post del giovin teatrante Daniele Timpano presente all’assemblea: «C’è fortemente il rischio che l’“occupazione mediatica” del Valle illumini uno spazio dove non c’è proprio un cazzo di interessante, con centri di drammaturgia senza drammaturghi, utopie democratiche senza democrazia»

Il punto di svolta è lo Statuto: presentato il 20 ottobre scorso con la paternità tecnica dell’economista Ugo Mattei e spirituale degli occupanti, è il primo passo per trasformare il Teatro Valle Occupato in una futura Fondazione Teatro Valle Bene Comune e quindi il primo tentativo di applicare gli strumenti giuridici di Bene Comune alle attività culturali.

«Tecnicamente siamo di fronte a una privatizzazione mascherata – spiega sfogliando lo statuto Ugo Bacchella di Fitzcarraldo, Fondazione che lavora sui modelli di gestione nelle attività culturali -, il potere all’apparenza è nelle mani di un’Assemblea, formata dagli occupanti che si sono ribattezzati comunardi e che decideranno chi e come dovrà farne parte: dunque non è rappresentativa della cittadinanza, ma di un gruppo di privati che ha avuto l’idea di occupare un teatro. Più che a finti riti assembleari occorrerebbe dare spazio ai cittadini nella vita vera del teatro, e gli strumenti esistono».

Nel frattempo all’interno del Valle le assemblee a porte chiuse si sono fatte più dure, la cosiddetta dialettica interna lascia spazio ai personalismi, affiora un certo logoramento, ma gli occupanti non sembrano perdere compattezza. Finora è stata la loro carta vincente e potrebbe continuare a esserlo se non andranno avanti per inerzia e l’Assemblea saprà reagire allo stallo evidente, imprimendo un cambiamento di rotta. Altrimenti il Valle sarà davvero la metafora del paese, ed è una ben triste metafora.

entrare al valle significa,ad oggi,perchè in principio cosi non era,assistere all’affannosa corsa al potere di sindacalisti mutilati

M.R.

© Riproduzione Riservata
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Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro. Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte. Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. 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Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto