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17 dicembre 2011

Sbloccati i fondi del Miur per il 2011

Finalmente ci siamo: le risorse del Ffo (Fondo del finanziamento ordinario) per il 2011 sono state sbloccate dal Miur e le università italiane, molte delle quali con l’acqua alla gola a causa dei dolorosissimi tagli operati negli ultimi anni, possono rimpinguare un po’ le loro finanze. Anche se mancano soltanto pochi giorni alla fine dell’anno, sicuramente l’arrivo di nuove risorse economiche non dispiacerà ai nostri atenei.

Possono dunque gioire quelle università che si spartiranno i circa 800 milioni di euro di premio assegnati dal ministero a chi ha conseguito buoni risultati nella ricerca (alla quale è destinato circa il 66% di questi soldi) e nella didattica: tra i “buoni” di quest’anno troviamo, tra le altre, le università di Bologna, Padova, Torino, Roma (la Sapienza) e Milano. Dall’altra parte ci sono quegli atenei che avendo ottenuto risultati meno brillanti dovranno accontentarsi della quota base dei fondi: rientrano in questa categoria le università di Urbino Carlo Bo, Camerino e Macerata, oltre alle università per stranieri di Siena e di Perugia.

Ci sono però un paio di dettagli che renderanno questo regalo di Natale un po’ meno gradito a tutti, specialmente alle università più “virtuose”: in primo luogo i premi destinati agli atenei che più hanno rispettato i parametri ministeriali rimarranno identici a quelli dell’anno scorso. Nessun aumento, dunque, per un motivo molto semplice: il Ffo di quest’anno, che ammonta a circa 6,8 miliardi di euro, è stato limato del 3,3% rispetto al 2010, e per non creare eccessivo squilibrio tra i diversi atenei concedendo ai più “virtuosi” la premialità piena (mossa che, a parere del ministero, evidentemente avvantaggerebbe questi ultimi in modo eccessivo rispetto alle altre università), si è deciso di calmierare i premi per i risultati conseguiti nel campo della ricerca e della didattica, in modo da consentire alle università che riceveranno meno soldi di non perdere troppo terreno rispetto alle altre e di provare a recuperare qualche posizione.

Al problema della diminuzione del Ffo si accompagna, purtroppo, anche quello della riduzione della quota base, cioè di quella parte del fondo che viene assegnata automaticamente a tutte gli atenei, indipendentemente dalla qualità del loro lavoro: in questo caso, il taglio rispetto al 2010 è del 4%, e riguarda tutte le università, fatta eccezione per L’Aquila.

Dall’anno prossimo, però, pare che le cose siano destinate, almeno in parte, a cambiare: al momento si tratta di semplici dichiarazioni di intenti, ma il nuovo ministro dell’Istruzione Francesco Profumo ha annunciato, per il 2012, una riserva di 300 milioni di euro per il Ffo, e ha aggiunto che d’ora in avanti i soldi saranno liquidati alle università a marzo e non più a dicembre. Infine, sempre il ministro ha accennato alla possibilità di consolidare i fondi che saranno erogati in futuro nell’arco di più anni (verosimilmente tre), per consentire alle università di programmare con maggiori sicurezze economiche le loro attività anziché costringerle a navigare a vista, come di fatto accade oggi.

Andrea Mari

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