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11 gennaio 2012

Al Teatro Vascello di Roma va in scena Due Madri

E’ il primo settembre del 2004, molti di voi ricorderanno la tragica strage del Beslan, quando nell’Ossezia del Nord, un gruppo di ribelli islamici e separatisti ceceni occupò l’edificio causando la morte di centinaia di persone, fra le quali 186 bambini.

La costruzione del testo di Due madri parte da qui.
Scritto da Antonio Ferrara, il libretto di Due madri racconta il tragico destino di due donne unite dal comune dramma di aver perso le loro due uniche figlie, proprio durante la famigerata strage di Beslan.

Ma non basta, perché Due madri non è solo questo.
Antonio Ferrara lavora su un concetto ancora:
Non si può essere liberi se si è dominati da brama di vendetta. Per agire, pensare e vivere liberi occorre prima perdonare i nostri nemici altrimenti si resta succubi dell’odio e quindi non liberi, sia da esso che da noi stessi.
estrapolato dalla lettura di Massimo Cacciari, Della cosa ultima.

Due madri allora è questo, è dramma, dolore, voglia di vendetta, perdono e speranza. C’è Arina, interpretata dalla voce Manuela Kustermann, la quale è schiava dell’odio e del suo senso di colpa per esserle fatta cadere la figlia dalle braccia; e c’è Olga, interpretata dal soprano Anna Catarci, la quale, al contrario, sceglie una sofferenza serena, nel ricordo e nella contemplazione della visione della figlia.

Uno scambio di battute commoventi su un sottofondo musicale attento ad accompagnare senza essere invadente.

La musica di Maurizio Gabrieli non solo ricalca sempre fedelmente l’azione drammatica, ma ne contrappunta il significato.

Un concerto che racconta uno dei drammi più tragici dell’umanità, la perdita di un figlio, e lo fa senza struggersi, senza consumarsi, non rinunciando tuttavia a commuovere il fruitore.

Margherita Teodori

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