• Rossetto
  • Barnaba
  • Chelini
  • Santaniello
  • Bruzzone
  • de Durante
  • Napolitani
  • Valorzi
  • Crepet
  • Dalia
  • Baietti
  • Alemanno
  • De Luca
  • Mazzone
  • Liguori
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  • Cacciatore
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  • Bonanni
  • De Leo
  • Ferrante
  • Quarta
  • Grassotti

Angelo Mai: programma gennaio 2012

Redazione Controcampus 2 Gennaio 2012
R. C.
28/05/2022

ANGELO MAI ALTROVE VIALE DELLE TERME DI CARACALLA, 55A (ROMA) giovedì 5 gennaio h 22.



00
COLLETTIVO ANGELO MAI
Orchestra Mobile di Canzoni e Musicisti LIVE

venerdì 6 gennaio
h. 22.00
#OCCUPYOURSOUL DJ SET
Sound Will Kill – Node Crew (opening)
Max Gandalf – eXpander, Hadron – Free spirit Foundation (psy trance & prog)
TrackOne (goa, full on)
visuals by Violady

sabato 7 gennaio
h 21.00
MAGNETICA PARTY
Edwige goes to the Jet Set
dj Luzy L, Silver Boy, Bob Corsi
(exxxotica, screaming gorillas, surfing beat, soundtracks a go go, shake senora, wild samba)
guest Adriano Bono & La Minima Orchestra (calypso)
immagini La Colonna Infame

mercoledì 11 gennaio
h. 21.00
DA_DOVE_STO_CHIAMANDO
un progetto per il teatro
PERDERE LA FACCIA
cortometraggio di Menoventi – Daniele Ciprì
a seguire incontro con Menoventi “Una questione di prospettiva”

giovedì 12 gennaio
h. 21.00
DA_DOVE_STO_CHIAMANDO
un progetto per il teatro
PERDERE LA FACCIA
cortometraggio di Menoventi – Daniele Ciprì
a seguire incontro con Menoventi “Una prospettiva sulla questione”

venerdì 13 gennaio
h. 21.00
DA_DOVE_STO_CHIAMANDO
un progetto per il teatro
PERDERE LA FACCIA
cortometraggio di Menoventi – Daniele Ciprì
a seguire incontro con Menoventi “Una questiva sul prospettone”
h 23.00
SAY IT LOUD DJ SET
l’elettronica dell’angelo
Cobram [afro-minimal]
Silvestre [deep-tech, acid-house]
Erroi (detroit, tech)
Kanaka Project Visuals
sabato 14 gennaio
h. 22.00
SANDRO JOYEUX BIRTHDAY PARTY
con Roberto Angelini, Emanuele Brignola, Niccolò Fabi, Francesco Forni, Ilaria Graziano, Awa Ly, Pino Marino, Enrico Melozzi, Saverio Palazzo, Andrea Pesce e Antonio Ragosta
a seguire DJ SET a cura di JolkiPalki
(afro beats, turbo swing, folk’n’roll)

giovedì 19 gennaio
h. 21.00
DA_DOVE_STO_CHIAMANDO
un progetto per il teatro
FORTUNY
di Anagoor
regia Simone Derai

venerdì 20 gennaio
h. 21.00
DA_DOVE_STO_CHIAMANDO
un progetto per il teatro
FORTUNY
di Anagoor
regia Simone Derai
h 23.00
BLUEMOTION PARTY

sabato 21 gennaio
AFRODISIA – L’AFRIQUE À ROME
in collaborazione con Lifegate Radio
h. 22.30
Anthony Joseph & The Spasm Band [afrobeat jazz-poetry, Trinidad/UK] LIVE
per la prima volta in Italia
a seguire AFRO-DANCEHALL by Dj Khalab
(afrobeat, soweto funk, bongo flava, hiplife, coupé decalé)
Koreman Visuals

mercoledì 25 gennaio
h 21.30
Ausgang, Grinding Halt & Angelo Mai presentano
THE VASELINES LIVE
feat. Bobby Kildea and Stevie Jackson from Belle and Sebastian

giovedì 26 gennaio
h 21.30
DIODATO LIVE
presentazione del disco “E forse sono pazzo” + guests

venerdì 27 gennaio
h 21.00
UNCUT # 3
# occupy the stage
special double edition

sabato 28 gennaio
h 21.00
UNCUT # 3
# occupy the stage
special double edition
__________________________________________________________________________________-

giovedì 5 gennaio
h 22.00
COLLETTIVO ANGELO MAI
Orchestra Mobile di Canzoni e Musicisti LIVE

Come ogni anno a grande richiesta torna sul palco dell’Angelo Mai il suo Collettivo.
È un appuntamento irrinunciabile ormai quello del 5 gennaio.
Aspettiamo l’epifania con i nostri musicisti che ci aiutano a seguire le tracce della stella.
Quegli stessi musicisti che con la loro musica, le loro visioni e le loro idee hanno creato l’Angelo Mai e continuano ad animarlo.
Quegli stessi che siete abituati a vedere da sempre sul nostro palco e che riuniti in una grande band sono un’ esperienza straordinaria.
Per la gioia della loro musica e per l’intensità della loro amicizia.

Dentro a una scatola magica i nostri musicisti,
i loro ospiti e molte sorprese vi aspettano!

Un folto gruppo di musicisti si trova, a partire dal 2004, a suonare nel teatro di un ex convitto occupato nel centro di Roma, l’Angelo Mai. I concerti si susseguono e alcuni artisti si trovano naturalmente a dividere il palco, scambiarsi i ruoli e gli strumenti, decidere di suonare insieme piuttosto che uno dopo l’altro. Scelgono di chiamarsi Collettivo Angelo Mai – Orchestra Mobile di Canzoni e Musicisti. La magia di quelle serate di Monti viene catturata da un disco “Volume 1” (Angelo Mai Occupato, Fiori Rari), registrato dal vivo nel teatro di quel vecchio edificio, interamente autoprodotto e distribuito in maniera indipendente nel 2007, per poi essere ristampato e distribuito su scala nazionale da Otr Live a inizio 2009. Nel frattempo, l’Angelo Mai è stato sgomberato, ma l’Orchestra Mobile di Canzoni e Musicisti continua a suonare, spesso accogliendo amici sul palco e dando vita a concerti diversi tra loro, fino ad arrivare nel 2008 sul palco dell’Auditorium su invito di Carmen Consoli, per una sera componente aggiunta del Collettivo insieme a Niccolò Fabi. Il 29 ottobre 2009 il Collettivo festeggia la riapertura dell’Angelo Mai nel nuovo spazio nel Parco di San Sebastiano creando insieme a Gian Maria Tosatti (Hôtel de la Lune) l’opera site-specific Circ(o) e suonando per quattro sere fino a tarda notte con amici vecchi e nuovi.
www.myspace.com/collettivoangelomai

venerdì 6 gennaio
h. 22.00
#OCCUPYOURSOUL DJ SET
Sound Will Kill – Node Crew (opening)
Max Gandalf – eXpander, Hadron – Free spirit Foundation (psy trance & prog)
TrackOne (goa, full on)
visuals by Violady

La libertà ai tempi del default
Questa serata è a sostegno di Horus Project, “spazio in movimento”. A seguito dello sgombero dell’ex Horus club di piazza Sempione nel novembre del 2009, il collettivo politico ha declinato nella metropoli la battaglia contro la speculazione e la rendita, per il recupero degli spazi, per la cultura, per un nuovo welfare universale. Una battaglia per l’autogoverno, al tempo della crisi globale e della dittatura della finanza. Horus Project è una rete di progetti e spazi nati e sviluppati tra Montesacro, Tufello e il resto della città. Una rete che si autofinanzia per sostenere il prezzo della libertà, fatto di spese legali, costi di gestione, autoproduzioni, percorsi politici di movimento. Ma anche per difenderci dagli agguati istituzionali di Comune e Regione che, attraverso surreali richieste di pagamento per regolarizzazioni mai avvenute, vorrebbero chiudere i nostri spazi sociali. Per continuare a costruire una nuova città, sostieni Horus Project. Sostieni l’autogestione e l’indipendenza!
HorusProject è una rete in movimento, ricerca quotidiana di un’alternativa comune nel tempo della dittatura della finanza. HP è un centro sociale autogestito tra i lotti del Tufello (a cui la giunta Alemanno sta chiedendo 22 mila euro di “arretrati”), una palestra popolare che immagina lo sport come bene comune, sette case autoassegnate dagli esclusi del welfare, uno sportello diritti contro la precarietà, uno studentato autogestito e un laboratorio di autoformazione, una scuola di italiano per migranti a rischio espulsione e un corso di sostegno scolastico per ragazz* espuls* dalla formazione pubblica.
HP è produzione culturale senza padroni, che prosegue la battaglia contro la speculazione e per il recupero degli spazi abbandonati. HP è antifascismo al tempo del razzismo di stato, è la libera scelta di tutte e tutti contro oscurantismi e fondamentalismi, è antiproibizionismo senza dipendenze. HP è cassa dritta al cuore.
www.globalproject.info

sabato 7 gennaio
h 21.00
MAGNETICA PARTY
Edwige goes to the Jet Set
dj Luzy L, Silver Boy, Bob Corsi
(exxxotica, screaming gorillas, surfing beat, soundtracks a go go, shake senora, wild samba)
guest Adriano Bono & La Minima Orchestra (calypso)
immagini La Colonna Infame

Se la smania di calore estivo vi rende tristi e apatici in un freddo e uggioso gennaio, e se a consolarvi “magramente” (che di magro rimane ben poco) c’è solo una rasserenante lontananza dalla vostra prossima prova costume, sappiate che spiaggia, sole e mare, non sono poi così lontani. Niente paura, non dovete svestirvi, ma ripescare i vostri occhiali da sole preferiti, l’accessorio imprescindibile per poter approdare nell’isola più godereccia e festosa che possiate desiderare nel vostro inverno romano. Parole chiave: Giamaica e Limbo. Accompagnata dal suono conciliante dell’ukulele, la dea Magnetica da venerare, la femme fatale a cui ispirarsi, sarà la prima Bond Girl del cinema, Ursula Andress.
Ospiti d’eccezione nonché potenti marchiatori di una Magnetica Calypso Style sono Adriano Bono & La Minima Orchestra. “Una squadra di sabotatori”, si definiscono. Un trio vocale, che con ukulele, basso acustico e percussioni, ripercorre i migliori successi calypso, offrendovi un suono ricco, avvolgente e fuori dal tempo: caldo e tropicale, lunare e malinconico. Quale attracco migliore per questi galanti e temerari musici, se non il palco dell’Angelo Mai per inaugurare con noi e voi tutti, il nuovo anno di Magnetica?
Ospitali, come sempre e con sempre meno bisogno di presentazioni, ai piatti e ai visual i MAGNETICI 4: Bob Corsi, Luzy L, Silver Boy e La Colonna Infame, per voi in tenuta da accaldati e aspiranti surfisti, da turisti erranti per terre tropicali; colorati e frizzanti come non li avete visti – né uditi – mai.
Because here comes the sun, a Magnetica. Quindi: non dimenticate i vostri occhiali da sole!

Magnetica è il risultato dell’incontro tra la lunga esperienza di The Jet Set (ideato nel ‘95 da Luzy L e Bob Corsi, è stato il primo evento romano visivo-danzante dedicato all’immaginario della Cocktail Generation con dj e vj-set, proiezioni in super8, itinerante tra terrazze e luoghi inusuali) e il duo La Colonna Infame (resident e ideatori di EDWIGE, da circa due anni portano in giro il loro speciale set composto da selezioni musicali cinematiche e ricercatissime videoproiezioni legato ai decenni ’60 e ‘70).
Il nuovo happening musicale e visivo della capitale: ispirato alla luna, allo Space Age Look, a icone mondano-divistiche come Brigitte Bardot, Marisa Mell, Anna Karina; alla fantascienza con theremin anni ’50, agli eurospy-movie leggendari ricalcati sulle avventure di James Bond, alla grafica e al design più cool che siano mai esistiti. Con l’obiettivo di catapultarvi in un immaginario traboccante di suoni e colori, evocativo di mode e stili che hanno segnato e dominato il periodo tra i ’50 e i ’70, e che influenzano massicciamente ancora il gusto e l’estetica di oggi.

mercoledì 11, giovedì 12 e venerdì 13 gennaio
h. 21.00
DA_DOVE_STO_CHIAMANDO
un progetto per il teatro
PERDERE LA FACCIA
cortometraggio diMenoventi – Daniele Ciprì
regia Daniele Ciprì
con Consuelo Battiston, Alessandro Miele, Rita Felicetti
soggetto e sceneggiatura Consuelo Battiston, Gianni Farina, Alessandro Miele
fotografia Daniele Ciprì
montaggio Daniele Ciprì, Gianni Farina
immagine di Nicola Samorì
coproduzione Menoventi e Santarcangelo 41
con il sostegno di Regione Emilia-Romagna e Banca di Romagna
e con il patrocinio del Comune di Faenza
ogni sera segue incontro con Menoventi
mercoledì 11: “Una questione di prospettiva”
giovedì 12: “Una prospettiva sulla questione”
venerdì 13: “Una questiva sul prospettone”

Per la prima volta Menoventi incontra il mondo del cinema, con la collaborazione di un maestro della regia come Daniele Ciprì. Il regista palermitano e la compagnia romagnola realizzano un cortometraggio che intende svelare i retroscena della rappresentazione quotidiana e osservare l’individuo per quello che è: “un attore solitario intento a mettere in scena la sua rappresentazione”. I tre attori-cavie fanno i conti con una regia spietata e ipnotica, ma allo stesso tempo anche fantastica e ironica. Perdere la faccia guarda ai temi della mistificazione e della finzione implicita all’interno di ogni relazione tra individui.

Il fatto è che ad un certo punto la tirannia della prospettiva ci isola.
Noi umani, s’intende.
Magari i personaggi delle fiabe vivono in un altro modo, magari loro non sono prigionieri di un determinato punto di vista.
Del resto, la loro vita è una finzione dichiarata.
Noi invece non potremmo proferire parola senza mentire; quella stramaledetta inquadratura sul mondo che chiamiamo percezione ci obbliga alla solitudine ed alla menzogna. Però…
Forse si potrebbe tentare di raggirare il raggiro inquadrando l’inquadratura e trasformando così la finzione quotidiana in truffa sottile.
In questo modo, almeno, la menzogna si farebbe esplicita, pulita, bianca come lo schermo del cinema.
Proprio questa ricerca di sincerità è la causa generatrice dell’avventura che coinvolge le tre figure principali del cortometraggio, interpretate da attori-cavie che fanno i conti con una regia spietata ed ipnotica, ma allo stesso tempo anche fantastica ed ironica.
Illusioni di ogni genere fanno parte del cammino dei protagonisti, strani esseri che nell’autismo troveranno la purificazione e nell’obbedienza l’unica strada percorribile per raggiungere una verità altrimenti inconcepibile.
Perdere il ruolo per consunzione, gettare la maschera come si getterebbe la spugna, perdere l’identità, perdere il senno, perdere tutto.
Perdere la faccia.

Menoventi nasce nel 2005 a opera di Consuelo Battiston, Gianni Farina e Alessandro Miele. Insieme hanno realizzato: In Festa (2006), Semiramis (2007), InvisibilMente (2008) e, per uno spettatore solo, Postilla (2009).
Daniele Ciprì, regista, sceneggiatore, direttore della fotografia e montatore, è uno degli artisti più originali del cinema italiano. In coppia con Franco Maresco ha realizzato innumerevoli film e la serie di sketch Cinico TV.
www.menoventi.com

Biglietto: 9 euro, Ridotto per under 25: 7 euro
Per prenotazioni scrivere a [email protected]

venerdì 13 gennaio
h 23.00
SAY IT LOUDDJ SET
l’elettronica dell’angelo
Cobram [afro-minimal]
Silvestre [deep-tech, acid-house]
Erroi (detroit, tech)
Kanaka Project Visuals
.
Continua Say it loud, un entusiasmante viaggio nelle produzioni di musica elettronica di livello con l’obiettivo di arricchire il panorama musicale romano con i più freschi fermenti musicali che offre la scena: dalle tendenze minimali più affermate alle ultime sonorità del clubbing europeo.

Marco Erroi aka Erroi, un giovane ingegnere del suono e dj, sarà il graditissimo ospite dell’attesa data di gennaio. Cresciuto con la passione per la musica sperimentale e i suoni elettronici, durante i suoi numerosi viaggi per il mondo ha collezionato migliaia e migliaia di vinili che gli hanno permesso di farsi apprezzare per le sue session eclettiche. Il riconoscimento del grande pubblico arriva nel 2000 quando si trasferisce a Roma e inizia a suonare in alcuni dei luoghi più cool della capitale come il Blueroom, Rialtosantambrogio, ESC e lo Spacer. Il suo sound è prettamente techno, acid e minimal-house.

I Cobram sono un dj duo romano formato da Alessandro Omodeo e Marco Della Chiara in circostanze abbastanza casuali: è infatti da una session “back to back” (una sorta di sfida all’ultimo disco) che nasce la voglia di salire in consolle con un progetto condiviso. Il suono dei Cobram trova radici nell’estesa collezione di vinili che i due collezionano da anni, che spazia tra il funk e le sonorità che l’Africa e l’America Latina hanno saputo esprimere dagli anni ‘70 ad oggi. Da quegli stessi vinili vengono estratti i campioni (percussioni e jingle afro-cumbia) che i Cobram suonano live durante le loro selezioni minimal-tech.

Mr. Silvestre, giovane dj-producer della scena romana ama le sonorità minimal, electro & deep dalle influenze e strutture jazzistiche.

Kanaka project nasce dall’unione di due realtà attive della video arte nel territorio romano (TSL project e me&me&partners). L’anima del progetto è la ricerca nel campo del videomapping come strumento di manipolazione, destrutturazione e ristrutturazione delle forme e dei corpi; estende il proprio raggio d’interesse dalla tecnica visiva a quella audio, fino all’ interattività e al concetto stesso di mapping come mezzo di liber-azione. Stilisticamente le competenze in ambito architetturale si coniugano con l’impronta dell’underground in generale, e la street art nel particolare. Misura e disordine, calcolata disciplina e pura passione. A Say it loud proporanno il meglio del loro repertorio di immagini rendendo unica l’atmosfera dell’Angelo Mai.

www.nufactory.it
www.cobrampartyboys.com
www.soundcloud.com/erroi

sabato 14 gennaio
h 22.00
SANDRO JOYEUX BIRTHDAY PARTY
Per festeggiare degnamente un anno di vita supplementare Sandro condividerà il palco con numerosi musicisti che ha avuto la fortuna di conoscere a Roma. I guest saranno Roberto Angelini, Emanuele Brignola, Niccolò Fabi, Francesco Forni, Ilaria Graziano, Awa Ly, Pino Marino, Enrico Melozzi (violoncello), Saverio Palazzo (batteria), Andrea Pesce e Antonio Ragosta (oud).
a seguire DJ SET a cura di JolkiPalki
(afro beats, turbo swing, folk’n’roll)

Il 31 gennaio 2009 a Lille in Francia, Sandro Joyeux, artista di origine franco-italiana, accompagnato dal suo gruppo “100 Dromadaires”, apre il concerto del pianista cubano Omar Sosa. Sei mesi dopo per la “Fête de la Musique” sempre a Lille, i 100 dromedari fanno da spalla a Seun Kuti e Egypt 80 (formazione storica di Fela Kuti). Il 28 ottobre 2009 Sandro arriva a Roma invitato da un amico per tre serate in tre club romani; 18 giorni dopo, alla sua partenza, ha collezionato 15 date consecutive in diversi club della capitale, grazie alla sua capacità di coinvolgere la gente, fino a farla ballare e cantare .
Numerose richieste lo spingono a tornare a Roma. Dopo appena un mese, Sandro tiene altri 12 concerti in 2 settimane, chiudendo questo tour sorprendente con l’invito ad esibirsi all’Angelo Mai, una delle più importanti realtà culturali e musicali della capitale: il 9 gennaio 2010 Sandro suona davanti a un pubblico di 700 persone radunate senza nessuna forma di promozione se non il passaparola. Tra aprile e maggio 2010, Sandro torna in Italia accompagnato dai 100 Dromadaires e si esibisce ancora all’Angelo Mai, alla Festa della Liberazione al Pigneto (Roma) e alla festa per i 19 anni di Officina 99 a Napoli. In estate arriva anche la partecipazione a Roma incontra il mondo (Villa Ada, 11 Luglio), e al festival reggae Gusto dopa al Sole dopo i leggendari Steel Pulse (Lecce, 13 Agosto) e l’invito come ospite alla finalissima di Marte Live 2010 all’Alpheus (Roma, 11 Settembre) dopo Petra Magoni e Ferruccio Spinetti.
Sandro ha una tecnica chitarristica tutta sua, utilizza la cassa armonica della sua chitarra come grancassa e rullante, intreccia arpeggi dal sapore africano a ritmiche sincopate. Introduce le sue canzoni spiegandone in modo suggestivo la provenienza, il significato, la storia, anche attraverso brevi racconti dei suoi viaggi e dei suoi tanti incontri. Le sue canzoni parlano di città lontane, Dakar, Kinshasa, Kartoum, raccontano storie di villaggi, di bambini soldato, di fiumi e di foreste in pericolo, trascinano il pubblico in un vero e proprio viaggio attraverso la musica le lingue e i dialetti di Algeria, Marocco, Mali, Senegal, Costa d’Avorio, Congo, Madagascar, Francia, Italia e Giamaica.
Il suo essere un “one man band” e la sua devozione per l’autostop gli hanno permesso negli anni di suonare in diverse parti del mondo, da Brooklyn a Bamako, nelle situazioni più disparate incontrando musicisti e maestri con cui ha arricchito il suo stile musicale. La sua ispirazione fortemente votata al racconto di un mondo che migra e si trasforma, ne rende il messaggio quanto mai importante ed attuale.
www.myspace.com/sandrojoyeux

giovedì 19 e venerdì 20 gennaio

h. 21.00

DA_DOVE_STO_CHIAMANDO

un progetto per il teatro

FORTUNY

di Anagoor

concept Simone Derai, Moreno Callegari, Marco Menegoni

con Anna Bragagnolo, Pierantonio Bragagnolo, Moreno Callegari, Marco Menegoni

coreografia Anna Bragagnolo, Simone Derai, Moreno Callegari, Pierantonio Bragagnolo

ideazione scene e costumi Simone Derai, Moreno Callegari, Marco Menegoni

progettazione e realizzazione scene e costumi Simone Derai, Serena Bussolaro, Mauro Parolini, Silvia Bragagnolo, Sabrina Pozzobon

materiale fotografico archivio fotografico Fortuny, Gallerie dell‟Accademia Venezia, Ernst Friedrich

video Simone Derai, Marco Menegoni

musiche Marco Menegoni, Paola Dallan

arrangiamento e canti Paola Dallan, Emanuela Guizzon

arrangiamento per organo Anna Furlan

regia Simone Derai

produzione Anagoor

coproduzione Città di Venezia / Teatro Fondamenta Nuove, Centrale Fies, Operaestate Festival Veneto

in collaborazione con Museo Fortuny e Fondazione Musei Civici Veneziani, Contemporanea Festival/Teatro Metastasio Stabile della Toscana

con il patrocinio di Regione del Veneto

si ringrazia Fortuny spa, Pallucco srl

con il supporto di Apap Network Cultur Program of European Union

Anagoor fa parte del progetto Fies Factory

L’arte come tensione morale, la disperata difesa della memoria, la fragilità della bellezza in un Paese che sembra calpestarla impunemente sono le linee guida del nuovo percorso teatrale di Anagoor.

Mariano Fortuny y Madrazo (1871-1949), andaluso di Granada e veneziano d’adozione, fu tintore di stoffe alchimista, “stampatore di nuove generazioni di astri, pianeti, animali” nelle parole di D’Annunzio. Un artista del tessuto, del teatro e della fotografia e un collezionista d’arte, allo stesso tempo, ossessionato dalla bellezza e dal desiderio di carpire l’essenza di Venezia e trasformarla.

FORTUNY non è uno spettacolo teatrale attorno alla figura di Mariano Fortuny, ma di lui assume lo sguardo complesso sulla preziosa delicatezza di Venezia con l’intento di catturare il cuore del suo fervente lavoro sulla catalogazione della memoria e sulla trasmissione delle forme.

La scena del conflitto è il ventre di una nave, l’interno di un palazzo, un museo, un’arca.

L’adolescente che si scherma, come una crisalide, ma che, ribollente sotto il cappuccio, è pronto anche ad armarsi, è al centro di questa scena.

L’azione è un tentativo corsaro di trafugare un tesoro di simboli ed immagini, violarli, strappandoli all’uso strumentale e non critico che si fa della storia e della tradizione, confidando nel potere sovversivo di questo stesso patrimonio. Un patrimonio di forme luminose, oggi troppo spesso dimenticate, con radici che affondano nel sangue e nella disperazione di vite e destini passati.

La drammaturgia per immagini sceglie la forma dell’enigma perché il pensiero sia più chiaro a chi vorrà ascoltare e vedere. Questi giovani pirati entrano nel labirinto a passo di danza, con movenze che inseguono le trame sinuose del dedalo. Danza, labirinto, enigma, tessuto, destino, fortuna, dolore e memoria sono da sempre connessi in un unico indissolubile intreccio. Fusi ed indistinguibili come i colori dell’iride.

Anche oggi, in una realtà come quella italiana, la disaffezione ignorante e criminale per la memoria culturale e per la bellezza, lo strazio subìto dalla terra e dal paesaggio, e il disagio di chi vive una delicatissima età di formazione corrono velocissimi su binari paralleli e talvolta spaventosamente si intrecciano. Non potrebbe essere altrimenti per chi nella fase di metamorfosi percepisce la fragilità delle cose preziose e la noncuranza con cui le cose preziose sono sacrificate in nome del profitto infinito. Un sentire che subito si incarna, ferisce, rende il sé duro e fragile al tempo stesso. Sono tensioni che vibrano latenti e minacciano di esplodere. Quando a più livelli i padri sono assenti o si fanno osservare senza vergogna sconvolti dal furore luminoso del dominio e della fortuna allora si addensano nubi all’orizzonte che non promettono niente di buono. E a Venezia, in epoca rinascimentale il legame tra fortuna e tempesta era ben conosciuto.

Sappiamo “che l’illuminazione artificiale – i lampioni, i fari – sconvolge profondamente la vita delle lucciole, così come di tutte le altre specie notturne. Talvolta, in casi estremi, provoca comportamenti suicidari, ad esempio quando le larve salgono sui pali elettrici e si trasformano in pupe – dalla voce latina pupa, “bambola”, che indica lo stadio intermedio tra la larva e l’imago, detta anche ninfa -, esposte pericolosamente ai predatori diurni e al sole che dissecca fino alla morte. Ma dobbiamo sapere che, malgrado tutto, delle lucciole hanno costituito altrove le loro belle comunità luminose (…)”

e sono pronte a resistere.

Georges Didi-Huberman

Il progetto FORTUNY consta di una performance teatrale principale e di episodi site-specific concepiti per luoghi straordinari come spazi architettonici storici e museali.

Anagoor nasce a Castelfranco Veneto nel 2000 raccogliendo, attorno alle figure di Simone Derai e Paola Dallan, la precedente esperienza di un gruppo di artisti del teatro. Al primo nucleo si aggiungono Anna Bragagnolo, Marco Menegoni, Moreno Callegari, Eloisa Bressan e Pierantonio Bragagnolo, contribuendo alla definizione del gruppo e alla sua direzione.

La formazione dei componenti include lo studio della filologia classica, della storia dell’arte, dell’architettura, delle arti visive, della danza, della musica e un lungo apprendistato teatrale. Oggi Anagoor è, contemporaneamente, una delle più impegnate nuove compagnie teatrali del Veneto e una riconosciuta forza promotrice della diffusione dei linguaggi performativi contemporanei. Dal 2011 Anagoor è membro del Network APAP. Nel 2011 Tempesta debutta a Londra all’ICA – Institute of Contemporary Arts, all’interno dell’International Mime Festival e crea Ballo Venezia, evento straordinario appositamente creato per il Museo Fortuny, Venezia.

Nel 2010 è tra i finalisti del Premio OFF del Teatro Stabile del Veneto. Nel 2009 riceve per Tempesta una Segnalazione Speciale al Premio Scenario. Dal 2009 Anagoor fa parte del progetto Fies Factory. Nel 2008 è finalista con *jeug- al Premio Extra. Nel 2007 Il Corriere della Sera, insieme a Regione Veneto e Fuori Biennale, nella pubblicazione Please Disturb annovera Anagoor tra le principali quattro compagnie venete di teatro contemporaneo. OperaEstate Festival e Regione Veneto nel 2007 hanno inserito Anagoor – insieme a Pathosformel, Babilonia teatri – in Piattaforma Teatro Veneto: vetrina delle principali nuove realtà teatrali della regione.

La Compagnia continua ad indagare in una direzione che, a partire da archetipi da cui è impossibile sottrarsi, le consenta l’invenzione di nuove drammaturgie iconografiche, in uno sforzo mitopoietico originale che è il distillato di tutto ciò che conserviamo nel nostro DNA culturale. Quello di Anagoor è un teatro in perenne tensione tra la balbuzie della barbarie e lo splendore cristallino del neoclassico.

Nei primi mesi del 2008 Anagoor ha inaugurato, a Castelminio di Resana (TV), LA CONIGLIERA. Situato in aperta campagna, questo spazio teatrale, nasce dal recupero di un precedente allevamento cunicolo ed è ora una culla per le arti performative contemporanee, offrendo appoggio e residenza anche ad altri artisti e gruppi. Dal 2003 Anagoor organizza a Castelfranco Veneto ogni estate un appuntamento dedicato alla scena contemporanea creando occasione d’incontro tra artisti nazionali ed internazionali.

www.anagoor.com

Biglietto: 9 euro, Ridotto per under 25: 7 euro

Per prenotazioni scrivere a [email protected]

sabato 21 gennaio

AFRODISIA – L’AFRIQUE À ROME

in collaborazione con Lifegate Radio

h. 22.30

Anthony Joseph & The Spasm Band [afrobeat jazz-poetry, Trinidad/UK] LIVE

per la prima volta in Italia

a seguire AFRO-DANCEHALL by Dj Khalab

(afrobeat, soweto funk, bongo flava, hiplife, coupé decalé)

Koreman Visuals

Una delle voci più interessanti e innovative del Regno Unito, poeta, romanziere, musicista e docente, Anthony Joseph è nato a Trinidad ma vive in Inghilterra dal 1989. È autore di tre raccolte di poesie, un album spoken word e un romanzo di culto afro-futurista (“The African Origins of UFOs”) edito da Salt Publishing nel 2006. Ma il suo talento si esprime al meglio soprattutto nella musica: tre album meravigliosi con la Spasm Band (“Leggo de Lion”, 2007, “Bird Head Son”, 2009, e “Rubber Orchestras” 2011) che gli sono valsi attenzione e fama internazionale, anche grazie a performance live letteralmente mozzafiato. Un immaginario musicale e culturale sospeso tra Sun Ra e i Last Poets, che nell’ultimo, eccellente, “Rubber Orchestras”, allarga il proprio orizzonte verso icone afro come Fela Kuti e Mulatu Astatke. L’album, uscito a settembre del 2011, si avvale della produzione di Malcolm Catto degli Heliocentrics e vede tra i suoi guest figure storiche della scena musicale UK come Jerry Dammers degli Specials. Un insieme sinuoso e vivace di composizioni che spaziano tra Afro-rock, Ethio-jazz, Afrobeat e Free-funk, segnato dal flusso magnetico della sua voce unica. Anthony Joseph, messaggero e profeta, si esibirà per la prima volta in Italia a gennaio con la Spasm Band. Sabato 21 sarà una data imperdibile all’Angelo Mai,

un evento di grande profilo, ovviamente targato Afrodisia.

www.anthonyjoseph.co.uk

mercoledì 25 gennaio

h 21.30

Ausgang, Grinding Halt & Angelo Mai

presentano

THE VASELINES LIVE

feat. Bobby Kildea and Stevie Jackson from Belle and Sebastian

apertura 20:30

concerto 21:30

Per la prima volta in Italia i The Vaselines, cult band scozzese resa celebre dall’amicizia con i Nirvana di Kurt Cobain. I Vaselines suoneranno anche a Roma il 25 gennaio all’Angelo Mai. Faranno parte della band per queste date italiane anche Bobby Kildea e Stevie Jackson dei Belle and Sebastian.

La band di Eugene Kelly e Frances Mc Kee ha pubblicato alla fine del 2010 ‘Sex With an X’, ritorno dei The Vaselines dopo oltre vent’anni di attesa, pubblicato dalla Sub Pop. Il suono dei Vaselines ha stregato intere generazioni di fan e musicisti, rendendo la band scozzese una delle più influenti degli ultimi venti anni.

I Vaselines sono una band scozzese fondata nel 1986 da Eugene Kelly e Frances McKee. Dopo due ep dal discreto successo (‘Son of a Gun Ep’ e ‘Dying For it Ep’, in cui sono presenti i più grandi successi dei Vaselines) il duo ha pubblicato nel 1989 l’album d’esordio ‘Dum-Dum’, ed il suono della scena indipendente anglosassone è cambiato per sempre. Insieme a The Pastels e Teenage Fanclub il duo di Eugene e Frances ha mutato radicalmente la storia del rock scozzese e inglese, giocando su coordinate sonore molto vicine a quelle di Pixies, My Bloody Valentine e Jesus and Mary Chain, che di li a poco avrebbero influenzato i Nirvana, la più importante band degli anni novanta.

Proprio Kurt Cobain, lo scomparso leader dei Nirvana, si innamorò dei Vaselines e dei loro dischi, e decise di rilanciarli dopo lo scioglimento invitandoli ad aprire il loro concerto di Edimburgo nel 1991, dove i Vaselines eseguirono una grande performance. Cobain mostrò tutto l’amore che aveva per i The Vaselines eseguendo spesso dal vivo la loro ‘Jesus Don’t Want Me For A Sunbeam’ (inserita in seguito nell’album ‘MTV Unplugged in New York’), e registrando in studio due loro canzoni: ‘Molly’s Lips’ e ‘Son of a Gun’ (inserite nell’album ‘Incesticide’). Ma i Vaselines durante il momento di gloria arrivato grazie alla pubblicità dei Nirvana decisero di sciogliersi nuovamente.

Nel 2006 sia Eugene Kelly che Frances McKee hanno pubblicato i loro esordi solisti, e sono andati in tour presentando le nuove composizioni e i classici dei Vaselines. Non si è però trattato di un vero e proprio tour dei Vaselines, per quello l’attesa si è spostata fino 2009 grazie all’interessamento della sempre vigile Sub Pop, label che ha scoperto anche i Nirvana. I primi live come The Vaselines sono stati un grande successo, e la band decide di pubblicare un album di inediti dopo la raccolta ‘Enter the Vaselines’. La band scozzese ha pubblicato a settembre 2010 l’album ‘Sex with an X’, che ha segnato il loro definitivo ritorno sulla scena.

www.thevaselines.co.uk

www.grindinghalt.it

giovedì 26 gennaio

DIODATO LIVE

presentazione del disco “E forse sono pazzo” + guests

venerdì 27 e sabato 28 gennaio

h 21.00
UNCUT # 3

# occupy the stage

special double edition

© Riproduzione Riservata
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Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro. Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte. Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Il suo successo si riconosce da subito, principalmente in due fattori; i suoi ideatori, giovani e brillanti menti, capaci di percepire i bisogni dell’utenza, il riuscire ad essere dentro le notizie, di cogliere i fatti in diretta e con obiettività, di trasmetterli in tempo reale in modo sempre più semplice e capillare, grazie anche ai numerosi collaboratori in tutta Italia che si avvicinano al progetto. Nascono nuove redazioni all’interno dei diversi atenei italiani, dei soggetti sensibili al bisogno dell’utente finale, di chi vive l’università, un’esplosione di dinamismo e professionalità capace di diventare spunto di discussioni nell’università non solo tra gli studenti, ma anche tra dottorandi, docenti e personale amministrativo. Controcampus ha voglia di emergere. Abbattere le barriere che il cartaceo può creare. Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. Nasce Controcampus.it, primo portale di informazione universitaria e il trend degli accessi è in costante crescita, sia in assoluto che rispetto alla concorrenza (fonti Google Analytics). I numeri sono importanti e Controcampus si conquista spazi importanti su importanti organi d’informazione: dal Corriere ad altri mass media nazionale e locali, dalla Crui alla quasi totalità degli uffici stampa universitari, con i quali si crea un ottimo rapporto di partnership. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto