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17 gennaio 2012

Benigni dottore in Filologia Moderna all’Unical e i 40 anni di ateneo

Questa mattina all’Università della Calabria è stato inaugurato l’Anno Accademico 2011/2012 dal Magnifico Rettore Giovanni La Torre e durante l’evento è stata consegnata la Laurea Magistrale honoris causa in Filologia moderna all’attore toscano Roberto Benigni.

La cerimonia, svoltasi nel Teatro Auditorium Unical di Piazza Vermicellin ad Arcavacata Di Rende, si è inaugurata con l’Inno di Mameli eseguito dal Coro Polifonico dell’Università della Calabria; al termine i saluti del Rettore e l’introduzione del Preside di Lettere e Filosofia Raffaele Perrelli e del professor Roberto de Gaetano, ordinario di Filmologia presso l’ateneo calabrese.

A fare la laudatio il professor Nuccio Ordine, Ordinario di Letteratura Italiana che ha presentato Benigni come il piccolo diavoletto che ha il merito di aver letto e riletto la Divina Commedia di Dante Alighieri agli italiani e al mondo intero, con spettacoli in tutta europa e in America.

Se in un primo momento il comico toscano nel voler leggere in giro per l’Italia l’opera letteraria per eccellenza ha fatto storcere il naso ai più, specie ai filologi ed ai culturi della lingua italiana, Benigni ha fatto riscoprire negli italiani il piacere del testo nel lettore dell’opera divisa in Inferno, Purgatorio e Paradiso.

Roberto Benigni, conseguita la Laurea, ha iniziato il suo discorso durato per un’ora e mezza. Il comico non ha mai stancato, ha parlato interrottamente come nel suo stile dell’opera che più ama e di come Dante Alighieri abbia inventato dei modi per esprimere dei sentimenti “che abbiamo, ma che a volte non sappiamo di avere“.

L’attore ha ricordato il poeta per eccellenza Gesù Cristo, inventore non della pietà ma della classificazione di questo sentimento umano tra i valori alti della vita. Tra le colte citazioni, Benigni non si è risparmiato nel ricordare che Cosenza, dove ha sede l’Università degli Studi Della Calabria, è la piccola Atene d’Italia e, anche se collocata in una zona non ottimale dal punto di vista dei trasporti, la nostra università ha il merito di ospitare un crocevia di culture diverse, non a caso Arcavacata ospita la più grande comunità di cinesi universitari in Italia.

Citando le teste calde calabre come Gioacchino da Fiore e Tommaso Campanella, quei leghisti che sono stati al governo e che sperano ancora nella secessione del nostro paese sono come, per l’attore, quelle persone che vogliono dilaniarsi da sole tagliandosi direttamente il capo.

Con la cultura non si mangia. L’ex ministro dell’Istruzione ha detto una scelleratezza, dimentica che gli italiani quando vanno in America non vanno a Detroit, ma a New York, luogo dove la cultura si è instaurata e dove la cultura stessa dà da mangiare“.

In questo quadro culturale Benigni non ha dimenticato di citare tutte le invenzioni fatte dagli italiani, primi nel mondo fino al 1700 per letteratura, arte, medicina, saluti, inchini, igiene e quant’altro.

Ricordado che è nata prima la cultura italiana che l’Italia stessa, l’attore ha citato più volte Beatrice, la donna per eccellenza nella letteratura nostrana, la creatura alla quale il Poeta ha rivolto le più belle parole d’amore che un uomo potesse concepire e chi ha tentato di imitare Dante, ha ricordato Benigni, è uscito pazzo, “si è ammattito, perchè più di quello non si può fare“.

L’intervento dell’attore toscano si è concluso con la Donna preminente nel mondo occidentale, la Vergine Maria, recitando a memoria il Canto XXXIII del Paradiso della Divina Commedia di Dante Alighieri.

Non sono mancate le polemiche per l’evento mosse da tutti gli studenti che dal vivo non hanno potuto accedere all’aula dove si è conferita la laurea all’attore. Giorni fa durante la conferenza stampa il Magnifico Rettore ha spiegato che è una cerimonia non di piazza e non poteva svolgersi all’aperto poichè non è uno spettacolo, ma una laurea Honoris Causa.

Una lettera aperta è stata pubblicata da Francesco Rende su Facebook, indirizzandola al neo laurendo dell’Unical :

<< Nulla da eccepire sul “curriculum vitae et studiorum” del laureando ad honorem, il cui lavoro “ha fatto sì che tutti, improvvisamente, riscoprissero Dante.

Chi indosserà l’ermellino dinanzi a te – continua – è sul trono da un pò di tempo, precisamente dal 1999, e non ne vuole sapere di lasciare il suo posto.

Proprio i tuoi colleghi di università, caro laureando, non potranno assistere a questa tua lezione. Se nessuno vuole fare un regalo a questa università che compie 40 anni, ma che nonostante l’età è ancora lontana dalla maturità, fallo tu: chiedi di poter tenere la tua lectio magistralis all’aperto“.>>

A nulla è servito, ma i posti nelle altre aule del complesso Beniamino Andreatta dell’Unical erano liberi per tutti coloro che hanno dovuto e voluto seguire l’evento in streaming.

Danilo Ruberto

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