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31 gennaio 2012

Bologna ha il suo museo: apre il “nuovo” Palazzo Pepoli

Apre a Palazzo Pepoli vecchio il Museo della Storia di Bologna, ovvero l’ultimo importante tassello del progetto artistico, culturale e museale Genus Bononiae, che ha come missione la restaurazione dei principali palazzi del centro storico per offrirli alla cultura e ai cittadini.
Il progetto è ideato e finanziato dalla fondazione Carisbo e fortemente voluto dal suo presidente, Fabio Roversi Monaco, già magnifico rettore dell’Alma Mater.

Il Museo è stato inaugurato il 27 gennaio, mentre il 28, in occasione dell’Art White Night di ArteFiera, è stato possibile visitarlo fino alla mezzanotte.

L’opera è stata più che ambiziosa: in un unico spazio, sono state riunite tutte le testimonianze della storia e della vita di Bologna e dei bolognesi, dagli Etruschi fino ad oggi.
Il palazzo medioevale è stato reinventato e allestito da Mario Bellini, architetto e vincitore per otto volte del Compasso d’Oro, mentre della parte grafica si è occupato Italo Lupi, graphic designer tra i più apprezzati in Italia e nel mondo.
Grazie a 34 sale tematiche e 3 multimediali, dislocate su oltre 6 mila metri quadrati, il visitatore cammina per la città attraverso i secoli, dalla costruzione della via Emilia alla famosissima secchia rapita, fino al trionfo delle arti e delle scienze e all’arrivo di Napoleone, senza scordarsi di strizzare l’occhio al futurismo.

A commentare il tutto abbiamo voci di eccellenza: Lucio Dalla, Umberto Eco, Romano Prodi, Francesco Guccini, Alessandro Bergonzoni e Philippe Daverio, che ha aggiunto un commento prezioso: in un momento di crisi come quello che stiamo affrontando, «Bologna ha avuto il pregio di aprirsi all’arte e questo la salverà».

Al centro del palazzo si erge la Torre del Tempo, in vetro e acciaio, che funziona anche da lanterna e convoglia nel salone la luce naturale dell’esterno. È già destinata a essere conosciuta come la terza torre di Bologna: lo ha suggerito il sindaco Virginio Merola all’inaugurazione, definendola «la torre che simboleggia l’accesso al sapere».

Hanno presenziato all’evento anche Piero Gnudi, ministro del Turismo e dello Sport, Carla di Francesco, direttrice regionale dei Beni Culturali, e Paola Grifoni, sovrintendente ai Beni Architettonici della città.

Francesca Corno

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