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26 gennaio 2012

Bologna in arte

Come sempre, Bologna offre molti eventi culturali ed artistici aperti a tutti, soprattutto agli studenti e alle studentesse in città!

Bologna in Arte

Bologna in Arte

Proponiamo una piccola rassegna con gli appuntamenti più interessanti di questo periodo:

Art First e notte bianca. L’arte contemporanea cosa ha scoperto e cosa propone? Una riflessione sull’arte stessa: potremmo dire che arte non è solo l’opera offerta al pubblico come prodotto; più che nell’oggetto l’arte sta nel processo e in questo processo, che diventa parte dell’opera, sono coinvolti gli spettatori che partecipando si spoglieranno della loro passività ricettiva per diventare attori dell’esperienza, dinamicamente chiamati a viverla mettendo in moto altra creatività. La creatività dell’artista è scintilla che accende quella collettiva, coinvolgendo tutti ed invitando al protagonismo in relazione contro ogni “consumismo”.

Questo è lo stile di Art First, iniziativa che si inserisce nell’ambito di Arte Fiera 2012, ma che da essa si scorpora spazialmente, perché valicherà gli angusti spazi fieristici per abitare la città: l’intero centro storico di Bologna sarà punteggiato con installazioni, mostre e performances ospitate in spazi normalmente destinati ad altre attività. L’arte si rivolgerà quindi sia ai cultori che di solito la vanno a cercare, sia ai non adepti, prestandosi così ad incontri spontanei, potenzialmente sorgivi di risonanze inedite. È questa l’alchimia dell’arte partecipativa, come spiega Julia Dragovic (curatrice e coordinatrice anche quest’anno di Art First) in un’intervista:

Arte partecipativa è un termine che fa riferimento a quei casi in cui gli artisti cercano di avvicinare l’arte il più possibile alla vita quotidiana per far capire un po’ di più del mondo in cui viviamo. La partecipazione può realizzarsi in diverse tipologie di arte e probabilmente quello che lega tutto quello che io chiamo arte partecipativa è il tentativo di coinvolgere il pubblico nella produzione di quello che chiamiamo arte. Inoltre, ciò che mi interessa dell’arte partecipativa è la questione della definizione dell’autore e dell’opera. In questi casi non vi è un singolo autore ma un gruppo di persone che pensano insieme l’opera”.

Contro ogni inibizione l’arte può essere di tutti: interpretata da sguardi differenti per esperienza, conoscenza e coscienza e può rivelare o cogliere verità sfuggenti – “il mio interesse per questo tipo di intervento nasce ovviamente da un interesse sociologico. Probabilmente a causa dei miei studi di storia dell’arte, della filosofia, della letteratura e della voglia di capire un po’ di più su di me e sul mondo in cui vivo. Trovo che l’arte sia interessante nel momento in cui svela delle cose che non avevo capito prima” – confessa Julia Dragovic.

Dal 27 gennaio al 26 febbraio 2012 prenderà il via quest’esperienza itinerante dal titoloA bordo del Cuore d’Oro, un invito a sorprenderci, soprattutto durante la serata di sabato 28 gennaio, quando, dalle 20 alle 24, la notte cambierà colore: Bologna si illuminerà per festeggiare! Per maggiori informazioni

GIORNATA della MEMORIA. “Nessuno è mai veramente morto finché qualcuno lo ricorda” (D. Grossmann). È importante ricordare le ferite di un passato non troppo remoto, le cui macerie e miserie umane si trascinano sotterraneamente protraendosi ancora di generazione in generazione. La storia delle guerre mondiali, dei fascismi e della Shoah è parte della nostra eredità e con questa dovremo fare i conti, per rimanere vigili e mantenere viva la dialettica contro le forze della barbarie che sembrano immanenti all’umanità e quindi in noi.

Anche quest’anno UniBo (sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e con il patrocinio dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna) si unisce alla celebrazione del del XII Giorno della memoria promuovendo una serie di appuntamenti che si dislocheranno in tutte le città del Polo Bolognese: testimonianze; proiezioni e concerti. Per maggiori informazioni

INCONTRO con ANTONIETTA POTENTE. Il XX secolo, proprio per le sue tragiche degenerazioni, disvelò la crisi spirituale che stava attanagliando il mondo. Lo spirituale, sfera aconfessionale, è dimensione interiore di molte persone che ne intuiscono il primato rispetto alla vita intellettuale, perché la spiritualità attiene alla vita più intima, all’amore per il mondo e per gli altri, e si trova in quell’inspiegabile porzione di realtà, oltre ogni scienza, che si manifesta nelle trasformazioni dello spirito e nella consapevolezza che essere umani significa sapere molto di più di quello che si è in grado di dimostrare (Iris Murdoch). Così filosofia, teologia ed esistenza si incontrano su quel terreno misterioso che è l’etica.

Un terreno misterioso e scivoloso sul quale la teologa italiana Antonietta Potente ha deciso di confrontarsi, annotando i suoi pensieri, le sue conoscenze e le sue ispirazioni esistenziali. Antonietta Potente è Docente all’università di Cochabamba in Bolivia, dove vive dal 1994 insieme ad una famiglia aymara (blog ufficiale). Approffittando del suo passaggio in Italia, è stata invitata all’Istituto Parri sabato 28 gennaio (via S. Isaia 20, dalle 15 alle 19, per maggiori informazioni) per parlare del suo ultimo testo “Un bene fragile. Riflessioni sull’etica” (ed. Oscar Mondadori, 2011).
Partendo dal presupposto che etica e morale non sono la stessa cosa, Antonietta Potente propone di concepire l’etica come uno spazio domestico, da curare come si cura la propria casa, non a caso l’etimologia greca del termine è òikos: dimora, abitazione, metafisica dell’universo .

La casa, come l’etica, è sempre un punto di partenza, la premessa di un modo di stare nella storia o di dialogare con essa che non è solo la mia storia, ma quella di tutti e di tutto. La casa, come l’etica, è uno spazio frapposto tra noi e il mondo che ci circonda. Non solo un riparo, ma un luogo scelto per riprendere in mano i fili profondi della vita; un ritirarsi nell’intimità per cogliere meglio gli stimoli incessanti che la storia privata e pubblica ci invia come puntuali messaggi. La casa è possibilità di apertura, non è solo rifugio intimistico, tempo e spazio necessari per non camminare nella storia di fretta, o come estranei o semplici turisti o ospiti. Arriviamo a casa per riposare, ma anche per vivere; nella casa ci sono gli elementi indispensabili per riaffrontare la vita il giorno successivo, il presente e il futuro”.

Dialoghi, storia, spiritualità: Bologna dà spazio all’arte ed alla cultura riconoscendone la centralità soprattutto in momenti di crisi, come a ricordare che l’azione creativa è una strada per agire e significare il cambiamento di ciò che ..

… “oggi potremmo dire della maggior parte delle nostre strutture religiose e politiche: apparenti dimore ideologiche e sogni di vita, ma che in realtà sono solo musei di dottrine e utopie, all’interno delle quali è impossibile vivere. Stili inventati da altri per noi, strutture vincolate a canoni prestabiliti da chi riesce a dividere il mondo in due, da chi ha tentato e continua a tentare di omologare la bellezza o di uniformare le culture o di mettere in competizione gli dèi per eliminarne qualcuno”.

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