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29 gennaio 2012

Immaturi – Il viaggio

Gli ex compagni di liceo si ritrovano in viaggio per le vacanze a Palos, in Grecia. Questo è il soggetto del film Immaturi- Il viaggio, il nuovo film di Paolo Genovese sulle avventure di un gruppo di quarantenni in cerca di avventure. Dopo essersi incontrati nel primo film e aver sostenuto la maturità, la vacanza post-esame era d’obbligo. La trama è scontata, e forse voleva esserlo, proprio per evidenziare i comportamenti umani in situazioni-tipo. Il viaggio è metafora del crescere , un mezzo per raggiungere una maturazione quanto mai lontana: una meta irraggiungibile perché c’è sempre da imparare. Il messaggio in calce è: siamo sempre alunni nella vita. Grazie Genovesi, ma lo sapevamo già.

Rispetto al primo film i personaggi hanno raggiunto pressoché una stabilità, almeno interiore, che li porta all’accettazione del proprio status vivendi ed a una impasse sentimentale. Giorgio (Raul Bova) e Lorenzo (Ricky Menphis) affrontano una “prova di fedeltà” con due esuberanti spagnole; Francesca (Ambra Angiolini) è l’unica a vedere in questo viaggio una rimpatriata e non una vacanza di coppia; il solito Piero (Luca Bizzarri) è alle prese con il suo modo di vedere l’amore; Virgilio (Paolo Kessisoglu) si trova a scambiare sms con una donna che non conosce e finisce per innamorarsi di Eleonora (Anita Caprioli), malata di tumore al seno.

In questo ammasso di piccole storie personali, più che forzate, i protagonisti si scoprono cambiati, ma ancora immaturi. La sensazione è il film si sforzi a voler ricercare esattamente le vicende normali della vita per rappresentarle nude e crude. In realtà vengono trasmesse in modo generico senza sfumature. Tra tradimenti e ipocrisie veri o presunti nessun personaggio è approfondito, e la ricerca sottolinea semplicisticamente aspetti quotidiani con pretenziosa singolarità. Il regista non riesce a rappresentare i momenti al di fuori del luogo comune filmico, pieno di ralenti, sguardi malinconici, situazioni ambigue. Sembra che tutto si riduca alla solita scena d’impatto.

Le risate non sono continue ma in alcuni punti la battuta spicciola funziona, specialmente nelle gag tra Mattioli e Menphis padre e figlio. Insomma è quello il prezzo del biglietto: diplomato con 67/100.

Giuseppe De Lauri

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