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17 gennaio 2012

Inaugurazione della Mostra di Giovanni Furlani

Martedì 17 gennaio 2012, alle ore 17.30, presso la Sala Atti della Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Trieste, edificio D, piazzale Europa 1, avrà luogo l’inaugurazione della mostra dell’artista triestino Giovanni Furlani, dal titolo “Finestre sulla realtà”. Presenterà la dott.ssa Caterina Ratzenbeck, in collaborazione con il Prof. Massimo De Grassi, docente di Storia dell’Arte Contemporanea presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Trieste. La mostra resterà aperta fino al 31 maggio 2012 e sarà visitabile in occasione delle aperture accademiche della sala. Per i visitatori esterni l’esposizione sarà accessibile (dal lunedì al venerdì) su appuntamento, telefonando ai numeri 0405587016 /5587003.
Giovanni Furlani è nato a Trieste nel 1984. Dopo un periodo trascorso in Brasile, vive a Udine dal 1997. Diplomatosi presso l’Istituto Statale d’Arte di Macerata, si è iscritto all’Accademia di Belle Arti di Venezia conseguendo la laurea nel 2010. Nel 2009 ha esposto alla Biennale d’arte veneziana nel quadro di una collettiva di studenti dell’Accademia. Ha al suo attivo varie mostre personali e collettive nelle Marche, in Veneto e nel Friuli Venezia Giulia.
Attratto fin dagli anni infantili dal disegno e dal colore, Giovanni Furlani esprime da subito la sua personalità artistica con i mezzi che il mestiere del pittore gli mette a disposizione: la materia e il colore, convertendo segno e gestualità in armi per comunicare al prossimo la propria interiorità e la propria esperienza di vita.
Fondamentale per la sua crescita umana e soprattutto per la sua formazione artistica, è stata l’esperienza brasiliana con il maestro spagnolo Kiko Argüello. Da questo incontro deriva la ricerca, tutta interiore, del bello e del vero, frutto dell’unione tra estetica visiva ed estetica spirituale.
Tra le sue fonti visive vi sono senza dubbio espressionisti astratti americani, come Franz Kline e Jackson Pollock, le cui opere sono facilmente riconoscibili: si tratta infatti di lavori dove l’espressione gestuale è assolutamente predominante, e può attuarsi tramite il dripping di Pollock o le violente pennellate di Kline. Similmente, Furlani dà vita alle proprie opere: interpretando la realtà con le modalità proprie dei maestri dell’espressionismo astratto.
L’espressione pittorica di Giovanni Furlani deve molto a Pollock, di cui segue e porta avanti l’intuizione e l’idea, più che lo stile, forse più vicino a quello di Kline. Pollock espresse un concetto teorico molto preciso: negò l’esistenza del “caso”. Furlani, come il grande pittore statunitense iniziatore del movimento dell’action painting, non crede nella casualità degli eventi, sia per quanto attiene alla propria esistenza, che, di conseguenza, per quanto attiene alle proprie creazioni. I lavori qui esposti si accostano così al concetto eracliteo di panta rhei (cioè “tutto scorre come un fiume”) ad indicare, per l’appunto, il costante divenire della realtà, destinata ad assumere forme e colori che si trasformano di continuo. Ecco, dunque, che le tele di Giovanni Furlani non descrivono altro che “frammenti di vita” vissuta. Dietro pennellate pittoriche fortemente segniche e, in taluni casi, pesantemente materiche, si rivela la vita stessa, qualche cosa cioè di immensamente grande e che continuamente scorre e diviene.
L’artista così parla e si esprime tramite il segno, la gestualità, la materia ed il colore.
A differenza di molti colleghi artisti, quando non sembra essere soddisfatto del risultato ottenuto, non scarta a priori il lavoro, ma può capitare che in un secondo momento lo rimaneggi, dando così nuova veste e nuova forma a ciò che era risultato non completamente gradito.
La spiritualità e la dinamicità che caratterizzano tutti i lavori di Giovanni Furlani letteralmente “vivificano” il tratto segnico. Ogni colore che vediamo, ogni segno, ogni forma pittorica, sono stati voluti, pensati, desiderati e, non di rado, sofferti.

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