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9 gennaio 2012

La musicassetta compie 50 anni

Nonostante sia stata immessa sul mercato nel 1963, la nascita della “compact cassette” risale all’anno precedente, quando venne inventata dalla Philips, andandosi ad affiancare a standard basati sullo stesso sistema (a cartuccia di nastro: lo Stereo 8, ad esempio) che avrebbero avuto meno fortuna del neonato supporto.

Prodotta in massa a partire dal 1965, la musicassetta era costituita da un semplice nastro magnetico in un guscio di plastica: il nastro poteva essere registrato su entrambi i lati (da qui i due “lati” delle cassette), ognuno dei quali disponeva di due tracce stereo. Le musicassette erano disponibili in un’ampia varietà di formati, identificati da sigle e differenti per via della lunghezza, misurata in minuti: tra i formati più diffusi erano il C60 (30 minuti per lato) ed i più capienti C70, C74, C90 e C120.

La musicassetta gode di grande successo già negli anni ’70, ma il vero boom è tra gli anni ’80 e ’90, complici le invenzioni delle autoradio a cassette ma soprattutto del Walkman Sony (1979), apparecchi che consentirono, per la prima volta, l’ascolto della musica in movimento e a bordo di mezzi di trasporto.

La “portabilità” rappresentò uno degli aspetti principali della maggiore diffusione delle musicassette rispetto al vinile, insieme alla maggiore protezione del supporto dovuta al guscio di plastica e, soprattutto, la possibilità di effettuare con grande semplicità la registrazione del nastro: questo aspetto finì per rappresentare un primo, forte colpo ai profitti delle case discografiche, permettendo sia la facile copia di un materiale originale, sia la nascita di un florido mercato di copie illegali.

A scapito di evidenti lati negativi, quali una qualità audio non eccelsa e la fragilità dei nastri, la musicassetta ha tenuto banco fino alla fine degli anni ’90, contrastando anche la nascita dei compact-disc (all’inizio legati a supporti e lettori molto costosi) fino a venire poi messa da parte: in un periodo in cui lo stesso CD si avvia al tramonto, l’abbinamento di files digitali in formato mp3 a memorie flash si è imposto come standard di massima praticità, mentre dal punto di vista qualitativo si è verificata la rivincita del vinile, da sempre indicato dagli esperti come il supporto più fedele al suono originale.

Ormai abbandonata dal mondo della distribuzione musicale, la musicassetta trova spazio solo in quelle realtà di nicchia che rilanciano il supporto come piccolo oggetto di culto: ad esempio le band Oneida e Sic Alps, che ancora producono album pubblicati poi esclusivamente su nastro.

Pasquale Parisi

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