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28 gennaio 2012

Marocco: morto il giovane laureato che si era dato fuoco in segno di protesta

Il giovane marocchino che si era immolato per protesta è deceduto in seguito alle gravi ustioniAbdelouahab Zeidoun aveva 27 anni, una laurea in archivistica all’università di Fès e, come troppi giovani della sua età, non era ancora riuscito a trovare un lavoro. Disoccupato, dunque, ma determinato a rivendicare il proprio diritto al lavoro di fronte alle promesse mancate del governo marocchino sulle nuove assunzioni nella pubblica amministrazione.

Secondo i dati dell’agenzia del lavoro marocchina, il 27% dei laureati è disoccupato: una situazione molto grave, che si ripercuote sulla stabilità sociale e politica del Paese. Migliaia di giovani disoccupati, infatti, manifestano quasi quotidianamente contro il governo: la protesta si è intensificata in seguito alla vittoria elettorale del partito islamista Giustizia e sviluppo (Pjd), che aveva promesso di dare risposte alle tante questioni sociali del Marocco.

Di fronte all’immobilismo del governo, lo scorso 18 gennaio, Zeidoun ed altri cinque ragazzi avevano deciso di manifestare il loro disappunto in maniera eclatante e disperata: dopo essersi cosparsi di benzina, i cinque si erano dati fuoco nella piazza principale di Rabat, capitale del Marocco. Le condizioni di Zeidoun erano parse subito disperate: con ustioni di secondo grado su tutto il corpo, il giovane è stato trasportato subito all’ospedale di Casablanca, dove però è deceduto dopo una settimana. Gli altri ragazzi, invece, non hanno riportato gravi conseguenze.

Alla notizia della morte di Abdelouahab Zeidoun, migliaia di studenti e giovani disoccupati si sono messi in marcia verso Casablanca per radunarsi sotto l’ospedale. In molti hanno accusato le autorità di non aver fatto abbastanza per curare Zeidoun: “Chi conosce la povertà delle attrezzature ospedaliere, la qualità delle cure e del personale medico – si legge su Mamfakinch, un blog marocchino di informazione – comprende quanto un grande ustionato sia condannato a morte, se non è trasferito al più presto in un centro specializzato”.

Il gesto di Zeidoun e dei suoi colleghi mostra un’evidente analogia con la protesta di Mohamed Bouazizi, il giovane venditore ambulante che nel dicembre del 2010 si immolò per rivendicare migliori condizioni economiche e sociali in Tunisia. Quel gesto fu considerato l’inizio simbolico della Primavera araba, la serie di enormi proteste popolari che hanno rovesciato i regimi in Tunisia, Egitto e Libia e che si sono allargate ad altri Paesi del Nordafrica e del Medio Oriente.

Pasqualino Guidotti

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