• Google+
  • Commenta
8 gennaio 2012

Sicilia di ieri, di oggi

Il 5 gennaio, rievoca la nascita e la morte di due vite impegnate nella lotta alla mafia, quella di chi esiste e resiste: Giuseppe Fava, Peppino Impastato.

Giornalista, scrittore, (drammaturgo, saggista, sceneggiatore),“Pippo Fava” (ucciso la sera dell’84, a colpi di pistola), pose la verità, quale ninfa vitae, prima di tutto, prima del resto.
Quella verità, figlia di un “revisionismo giornalistico”, che colpiva l’Italia, insieme ai mali di una società, avvezza da sempre, all’oscurantismo.

Si scaraventò contro gli intrecci e le connivenze politiche tra Stato e malavita organizzata – “a che serve vivere, se non c’è il coraggio di lottare?”.
“Qualche volta mi devi spiegare chi ce lo fa fare, perdìo. Tanto, lo sai come finisce una volta o l’altra: mezzo milione a un ragazzotto qualunque e quello ti aspetta sotto casa…”.

Vite normali, incrociatesi in un destino ribelle, nella sicilia del malaffare, alla rivalsa di un sistema da cambiare, affondando l’attenzione nella radice dei suoi malanni: il retaggio culturale, frutto di un fare tragico ma silente.

Eroi, fatti della sostanza degli uomini, trovatisi a combattere in un tempo al di fuori dei tempi.

Peppino Impastato: politico, attivista, impegnato nella lotta alla legalità, creò con un gruppo di compagni un movimento socio-politico- culturale a sfondo antimafioso, nella piccola città di Cinisi, culla degli ancoraggi della sicilia occidentale; prese di mira quella fitta rete di malavitosi, di cui, il capo dei capi dimorava a Cento passi.

Partigiano della lotta alla legalità, promotore della cooperazione sociale, favorì tra i giovani di allora, la creazione di “un’alternativa” alle severe leggi della Sicilia omertosa.

Fondò “Radio Aut” , quale mezzo di controinformazione, “giornale radio-diffuso” nella lotta politica, trattando varie tematiche: dalla condizione giovanile, ai difficili rapporti familiari, allo stato di salute del territorio-ambiente, alla disoccupazione, al mercato del lavoro, alle energie alternative.

Dalla radio- “volevamo offrire alla gente un servizio fondamentale per la crescita della coscienza antimafiosa in un ambiente sociale bloccato, “drogato” dal perbenismo bigotto, dai condizionamenti e dai ricatti mafiosi, dall’apparato clientelare con cui la Dc e le forze del pentapartito avevano costruito il loro successo elettorale..”

Del loro operato, vive, tutt’ora, l’impegno promosso dalle associazioni (Libera, Addio Pizzo…) attraverso la collaborazione con le scuole, l’università, che rivendicano una Sicilia libera, svincolata dall’immobilità, dai favoritismi, dalla logica del ricatto mafioso con l’obiettivo di educare ad una coscienza critica, quella giovane società che domani prenderà posizione.

Marianna Indelicato

Google+
© Riproduzione Riservata