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24 gennaio 2012

Teatro a Taglio Corto

Ultimamente è massima l’idea di teatro inteso come istituzione. Un luogo fisico riconoscibile, individuabile in una struttura fisica nella quale avvengono eventi più o meno artistici.

In ogni città (o quasi) abbiamo un luogo dedicato alla scena. A Roma ci sono circa ottanta teatri, di varia forma o natura. Non si è persa, dunque, quella tradizione che vede noi italiani amanti della commedia e della lirica, del dramma e di tutti i generi nel complesso.

Al netto, però, si è persa l’idea stessa di teatro, cioè “il fare teatro” dislocato dalla struttura-teatro. Molti di noi non accettano come teatro quello improvvisato, ad esempio per strada, oppure quello underground, non inteso come controtendenza, ma proprio quegli eventi che si muovono nel sottosuolo del teatro canonico. Per noi “andare a teatro” significa recarsi nella struttura-teatro, il luogo risaputo insomma. Oggi come ieri le compagnie devono fare i conti con il botteghino: è fondamentale infatti “fare cassa” in occasione della pièce, poiché senza quella “non si dà principio all’arte”.

In realtà esistono ancora compagnie che fanno teatro per la sola voglia di farlo, per soddisfare un proprio bisogno comunicativo, o più semplicemente per sano divertimento. Può essere vantaggioso da molti lati ricercare di tanto in tanto le “compagnie di ventura“, cioè quelle compagnie compatte che hanno spesso qualcosa da dire a loro modo. La libertà di cosa recitare e come farlo esiste, forse proprio perché è stata marginalizzata dalla cultura del botteghino.

Un esempio? La compagnia Girasoli Teatro organizza a Roma la manifestazione mensile “Teatro a Taglio Corto“. Questa manifestazione di corti teatrali, ideata da Fabio Filippi ed Helga Dentale, vuole raccontare una storia in dieci minuti. La brevità è fondamentale in storie che sono accostate l’una all’altra come tante pagine di un libro. Il viaggio affronta temi più vari, che fanno sempre capo ad un tema unico e massimamente esistenziale riguardante l’individuo e i suoi rapporti sociali. Alcune rappresentazioni sono estrapolate e riadattate ad esempio dal Don Chisciotte di Cervantes, oppure sono corti d’autore come Diaro di Donna.

Il genere è quello del teatro di narrazione, un genere attuale perché indaga la persona in modo soggettivo, creando un rapporto più che diretto, fraterno con lo spettatore. Molti attori fanno parte dell‘Officina GirasoliTeatro e partecipano attivamente alla scrittura di alcune performance a volte individuali, quindi sfumate dal linguaggio multiforme. La continua sperimentazione va in scena ogni terzo week-end del mese al circolo Woody Allen in via La Spezia, o chissà dove. Il bello è proprio “ricercarli”.

Tel.Info: 3395955730

Prenotazioni: girasoliamoci@tiscali.it


Giuseppe De Lauri

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