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19 gennaio 2012

Università a Scampia

Napoli. Scampia. Le Vele. Questa zona della periferia nord di Napoli è conosciuta dagli italiani, e non solo, quasi unicamente per motivi, purtroppo, poco piacevoli. È il luogo della camorra, il luogo della droga, il luogo dello spaccio, il luogo della degradazione. Ma è anche il luogo che ospita centinaia di famiglie per bene che, da anni ormai, attendono che venga portato a termine il progetto di riqualificazione edilizia di quest’area.

I canteri che dovevano occuparsi della ricostruzione della zona sono stati a lungo abbandonati per carenza di fondi, fondi che sembrano, invece, essersi finalmente sbloccati già a partire dal luglio del 2011, mese in cui la Regione fornì 5 milioni.
Oggi il Governo assicura l’imminente stanziamento di 20 milioni di euro. La notizia è giunta in seguito ad riunione preliminare del Cipe (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica).

La voce di Angelo Pisani, presidente del municipio di Scampia, Chiaiano, Marianella e Piscinola esprime tutta la soddisfazione per questo obbiettivo a lungo cercato e finalmente raggiunto: «Dopo le nostre pressanti richieste e consigli municipali sul dramma e pericolo del blocco cantieri di Scampia, siamo soddisfatti per la richiesta al Governo di rimodulare e concentrare le risorse del Fas nazionale a favore delle Università della Campania, in riferimento alle decisioni da assumere nei prossimi giorni dal Cipe».

Difatti l’obiettivo di gran lunga più interessante e, allo stesso tempo, impegnativo, è la costruzione di una sede della Facoltà di Medicina proprio nel suddetto quartiere, più precisamente nel posto in cui si trovava la “Vela H”.
Sorgerà lì il dipartimento delle Scienze della Nutrizione, unito al polo delle Professioni Sanitarie che conteranno almeno 22 corsi triennali. L’intento è quello di portare quotidianamente nel territorio migliaia di persone e di fare in modo che diventi un centro attivo e un polo magnetico per una fascia di popolazione importante, gli studenti.

L’idea di decentrare in un quartiere “difficile” una delle sedi che annovera un elevatissimo numero di iscritti è stata dell’ assessore regionale all`Università Guido Trombetti e risale ai tempi del suo rettorato: «Sono felicissimo – dice – perché in questo modo si concluderanno i lavori che sono in fase già avanzata. Entro due anni potremo avere finalmente l`insediamento pronto. È un dato importante per il territorio: lo avevamo promesso assieme al governatore Stefano Caldoro e al sindaco Luigi de Magistris».

A breve potremmo assistere dunque ad un avvenimento, quasi un “miracolo”, che a molti sembrava impossibile: il quartiere che fa tanta paura anche a molti napoletani si trasformerà, si spera, da grande focolare di criminalità in piccolo ma dinamico centro universitario.
Ed è ancora la cultura ad avere l’onere e l’onore di salvare il futuro delle nuove generazioni.

Giuseppina Iervolino

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