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16 febbraio 2012

Abbastanza sbronzo da dire ti amo?

Dal classico al contemporaneo. Carlo Cecchi, dopo aver chiuso due stagioni di tournée con lo Shakespeare Sogno di una notte d’estate, debutta giovedì 23 febbraio alle ore 21.00 (repliche fino al 26 febbraio) in prima nazionale al Teatro Vascello con il dittico Abbastanza sbronzo da dire ti amo? di Caryl Churchill (testo per la prima volta portato in scena in Italia) e Prodotto di Mark Ravenhill, con le traduzioni di Giorgio Amitrano.

Carlo Cecchi regista e protagonista dei due pezzi, nel primo della Churchill è in scena con Tommaso Ragno e in Prodotto di Ravenhill con Barbara Ronchi.  Lo spettacolo è prodotto dal Teatro Stabile delle Marche.

Dopo Roma lo spettacolo sarà in scena a Milano al Teatro Elfo Puccini dal 28 febbraio all’11 marzo, poi a Brescia al Teatro Sociale il 12 e 13 marzo e chiude a Buti al Teatro Francesco di Bartolo il 15 marzo. La tournée ripartirà il prossimo autunno.

 

Dalle note di regia di Carlo Cecchi:

Abbastanza sbronzo da dire ti amo? di Caryl Churchill  è una commedia che tratta del rapporto fra “a country” e “a man”, secondo l’indicazione dell’autrice.

“The country” è gli Stati Uniti; “the man” è un individuo europeo. Fra i due nasce e si sviluppa un rapporto d’amore omosessuale: l’amato è, ovviamente, Sam (the country); l’amante è Guy, l’europeo. Attraverso un dialogo ellittico, spezzettato, con battute che spesso si sospendono sul vuoto, lo schema della commedia erotico-sentimentale tratta in realtà del rapporto storico-politico fra gli Stati Uniti e i suoi alleati. I frammenti del dialogo, erraticamente, passano in rassegna la politica imperiale e imperialistica degli Stati Uniti nel mondo. Ma col procedere della vicenda amorosa e delle prodezze “storiche” della coppia, il turbine dell’entusiasmo geopolitico-etico-erotico dell’amante ha delle cadute. Arriva perfino ad accennare qualche timido atto di ribellione. E, alla fine, non si spengono solo i fuochi della passione, si spenge l’appassionato.

In Prodotto di Mark Ravenhill, un regista cinematografico racconta a una star il film che intende fare; cerca di trasmettere tutto il suo entusiasmo, sperando di conquistarla al suo film: senza la star, si intuisce, i produttori non cacceranno the money. La storia che il regista racconta è una di quelle ridicole fictions d’amore che l’industria hollywoodiana pretende di far passare come i nuovi miti moderni. L’amato, contrariamente a quello di Abbastanza sbronzo…è un islamico, ossia uno di quegli individui che la protagonista, l’amante, non può che giudicare come un rappresentante del Male. Si apre per la nostra eroina un conflitto corneliano fra amour e devoir. (L’islamico è pure bello e scopa benissimo.) Attraverso crisi strazianti, dove ritornano più o meno tutti i luoghi comuni dell’immaginario metafisico-consumistico occidentale, la nostra girl arriverà alla fine a un’apoteosi porno-eroica che la trasfigurerà.

 

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