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20 febbraio 2012

Hiv: una proteina impedisce al virus di riprodursi

Si chiama SAMHD1 ed è la nuova frontiera della ricerca per la cura e prevenzione dell’HIV. La proteina, individuata dagli scienziati del New York University Langone Medical Center, sarebbe in grado di proteggere le cellule dall’infezione del virus. Da quando e’ stata scoperta, gli scienziati impegnati nella ricerca sull’Hiv hanno cercato di capire come agisce per proteggere le cellule, con la speranza che si possa trovare un modo per applicare il suo metodo anche ad altre cellule. Un gruppo di ricerca ha descritto in un articolo pubblicato su Nature Immunology, la ‘tattica’ di SAMHD1.

Quando il virus dell’Hiv infetta una cellula, al suo interno viene dirottato del materiale molecolare per la replicazione del virus. Sono i blocchi di costruzione per il Dna virale. Una volta che il virus si replica, la molecola di Dna risultante contiene tutti i geni del virus. In particolare, i ricercatori avrebbero scoperto che SAMHD1 è in grado di impedire la replicazione del virus dell’Hiv all’interno della cellula distruggendo i deossinucleotidi trifosfati (dNTP) che funzionano come i mattoni attraverso cui il Dna virale viene replicato.

«Essenzialmente SAMHD1 affama il virus – spiega Nathaniel Landau, coautore dello studio -. Dopo che il virus è entrato nella cellula, non succede più nulla. Non ha niente con cui potersi replicare, e così il Dna virale non viene ricostruito». Landau ha inoltre affermato che «I virus sono molto bravi a eludere le nostre difese immunitarie. Possono evolvere rapidamente, e hanno sviluppato diverse modalità per aggirare i nostri sistemi di difesa. È una sorta di guerra evolutiva che, purtroppo, di solito viene vinta dai virus. Vogliamo capire come il nemico combatte in modo da batterlo in astuzia».

Globalmente, si stima che le persone affette da questo virus siano 33 milioni circa. In Italia dall’inizio dell’epidemia nel 1982 a dicembre 2010 sono stati segnalati circa 63 mila casi di Aids, di cui quasi 40 mila deceduti. Al momento l’unica terapia efficace nei casi di Aids è risultata quella antiretrovirale (Highly Active Antiretroviral Therapy o HAART) che non cura dalla malattia, ma aumenta soltanto il tasso medio di sopravvivenza. Il traguardo segnato dal gruppo di ricercatori di New York lascia intravedere una speranza per la cura di una delle malattie più pericolose che affligge da più di venti anni le popolazioni, soprattutto nelle aree del globo più povere e dove le misure di prevenzione fanno fatica a diffondersi.

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