León, Spagna: Simone ci racconta il suo Erasmus

Redazione Controcampus 28 Febbraio 2012

Simone studia Economia e Commercio indirizzo Cultura, Media e Turismo a Tor Vergata.

Simone studia Economia e Commercio indirizzo Cultura, Media e Turismo a Tor Vergata. Qualche mese fa ha deciso di intraprendere l’esperienza dell’erasmus all’Universidad de León, in una cittadina spagnola dall’omonimo nome. Tornato a Roma solo da alcuni giorni, in questa breve intervista ci racconta esperienze, pensieri ed emozioni vissuti in questi mesi trascorsi lontani dalla propria città.

 

León: come mai questa meta?

Partendo dal presupposto che fin dall’inizio avevo scelto la Spagna come meta, sia perchè è un paese molto simile all’Italia sia per la possibilità di imparare lo spagnolo, ho scelto Leon anche in base ai consigli di alcuni ragazzi che vi erano già stati proprio per l’Erasmus, i quali me l’hanno descritta come tranquilla, conveniente e soprattutto perfetta per imparare lo spagnolo visto che si parla il Castigliano, ovvero lo spagnolo ufficiale; ed è per questo che ho scelto León rispetto a Gijon, l’altra metà per cui avevo espresso preferenza; e la decisione di scegliere una città piccola rispetto alle classiche megalopoli spagnole è stata proprio per comprendere più a fondo la realtà del posto e viverla non da studente Erasmus ma da ragazzo spagnolo.

Quando hai deciso di partire e cosa ti ha spinto a farlo?

L’idea della partenza mi è venuta all’inizio del terzo anno di università per diversi motivi: sia per recuperare alcuni esami che pensavo di non riuscire a sostenere in Italia sia perchè uscivo da una relazione che mi ha sempre “impedito” di partire; l’insieme di questi fattori ha fatto sì che prendessi questa decisione, che si è rafforzata quando ho superato tutti gli esami che avrei dovuto sostenere nel primo semestre.

Quanti mesi sei stato in erasmus? Ci saresti rimasto per più tempo?

Sono stato in Erasmus circa sei mesi, quindi per l’intera durata della borsa. Sinceramente non so se sarei rimasto di più, nonostante mi sia trovato benissimo e il tempo sia letteralmente volato, devo dire che 6 mesi sono più che sufficienti secondo me; ovviamente se avessi potuto sostenere più esami sarei rimasto, ma dato che sono prossimo a laurearmi, non posso permettermi di rallentare. Tra gli esami che mi mancano per terminare la triennale, solo due erano quelli che avrei potuto sostenere a Leon.

Quali aspettative avevi di questa esperienza? Sono state soddisfatte oppure avevi previsto tutt’altro?

Quello che cercavo e soprattutto mi aspettavo da quest’esperienza era sia l’autonomia, ovvero il fatto di vivere a casa da solo e quindi gestire autonomamente tutte quelle faccende che spesso sono compito dei nostri genitori, dal cucinare al pulire al fare la spesa a riordinare la casa, sia la possibilità di imparare una nuova lingua e anche di riuscire a passare entrambi gli esami. Purtroppo, mentre le prime due sono state più che soddisfatte, non sono riuscito a passare un esame, che si è rivelato molto più difficile del previsto, e che soprattutto ha sfatato il mito che sostenere gli esami in erasmus sia più semplice rispetto al sostenerli nel proprio Paese.

Per quanto riguarda invece le questioni burocratiche? Hai trovato difficoltà ad adattarti al nuovo ambiente universitario e ai programmi di studio diversi da quelli italiani?

Inizialmente sì, anche se in realtà le pratiche sono semplici da svolgere, ovviamente svolgerle in una città che non si conosce rende necessario prima di tutto l’ambientamento, ma dopo le prime due settimane tutte le pratiche riguardo iscrizioni ed esami riconosciuti sono state completate. Per quanto riguarda i programmi universitari e i vari piani di studio, qui ci troviamo su un altro parallelo rispetto all’Italia, io ovviamente parlo per Economia, i programmi sono più snelli e meno approfonditi, ma c’è molta più pratica e lavori in classe , e vista la totale assenza di libri obbligatori da comprare per il corso, spesso può risultare difficile seguire un corso in cui non vi sono veri e propri libri come dicevo, ma vi è solo il Professore che parla e bisogna prendere appunti in spagnolo.

A proposito dei programmi, rispetto all’università italiana gli esami per coloro che frequentano l’erasmus all’estero sono più facilitati rispetto a se sostenessi gli stessi esami in Italia?

Di solito sì, ma ho avuto la sfortuna di capitare in un corso in cui il professore utilizzava lo stesso metro di valutazione e di relazione sia per Erasmus che spagnoli, e purtroppo nessun erasmus è riuscito a superarlo; ma la maggiorparte dei professori possiamo dire che facilita il sostenimento dell’esame, anche se pretendono molto impegno e rispetto, infatti il consiglio che sento di dare a chi sostiene l’erasmus, specie qui in Spagna, è quello di andare a lezione, perchè spesso i professori premiano gli alunni con un alto numero di presenze in classe, dando anche dei punti bonus da aggiungere al voto finale.

Sempre per quanto concerne gli esami, hai trovato difficoltà a sostenerli in una lingua diversa dalla tua? Ha rallentato il tuo percorso di studi canonico?

Inizialmente sì, l’impatto con una materia da studiare in spagnolo è forte, ma ci si abitua rapidamente visto che è molto simile all’italiano come lingua; quindi inizialmente è stato necessario un impegno maggiore per cercare di comprendere bene i concetti.  Per quanto riguarda il rallentamento del percorso, dipende da quanti esami si possono sostenere, io potendone fare solo 2 ho rallentato un pochino ed è per questo che al prossimo semestre dovrò cercare di recuperare un paio di esami per cercare di rispettare la mia tabella di marcia universitaria.

E invece, la giornata di uno studente in erasmus come si svolge?

La giornata di uno studente Erasmus si svolge in maniera molto tranquilla, ovviamente vivendo in un altro paese si ha un ritmo e uno stile di vita totalmente diverso da quello che abbiamo nel nostro paese; la mattina si ha quasi sempre lezione fino all’ora di pranzo, il pomeriggio poi o si sta a casa a sistemare o si và a fare un giro per il centro cittadino, la sera difficilmente si cena a casa, qui và di moda “andare di tapas” che risulta essere il modo più efficace per bere e mangiare in maniera soddisfacente spendendo pochi euro, la notte poi vi sono i giorni “prediletti” per gli Erasmus che sono il martedì, il giovedì e il sabato in cui si esce per i vari locali della città e dove gli Erasmus hanno notevoli sconti sulle consumazioni. Un ritmo di vita allo stesso tempo regolare ma diverso da quello a cui siamo abituati, a cui però ci si adatta davvero subito.

Concludiamo con un bilancio….erasmus: esperienza positiva? la consiglieresti? soprattutto, tornassi indietro, la rifaresti?

Nonostante non sia riuscito a passare entrambi gli esami ma solamente uno, l’Erasmus è un’esperienza positiva, che consiglio a tutti, perchè permette prima di tutto di conoscere una nuova lingua, una nuova cultura, nuove tradizioni e nuove persone da tutto il mondo, dall’Australia al Brasile passando per la Russia e il Canada, e soprattutto permette a tutti di mettersi alla prova con sè stessi perchè si vive da soli e quindi si è obbligatoriamente responsabilizzati a gestire le mansioni casalinghe che normalmente non ci competono. E’ un esperienza che fà crescere, e che sicuramente rifarei, perchè l’erasmus più che un’esperienza puramente universitaria, è un’esperienza di vita in tutti i sensi, ovviamente positiva.

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto