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29 Febbraio 2012

“No al Petrolio” nel Vallo di Diano: associazioni e cittadini in rivolta

 
Nell’area del Vallo di Diano, al via il progetto “Monte Cavallo”:i sondaggi petroliferi eseguiti da parte della nota compagnia di carburanti, la Shell.

Otto i comuni interessati dalle stime. (Eni già da tempo, ambirebbe a questi territori: le ricerche della multinazionale italiana avrebbero individuato, nel bel mezzo del Parco del Cilento e del Vallo di Diano, il giacimento petrolifero più esteso d’Europa.)

Per questo motivo nasce il Comitato spontaneo “No al Petrolio”: cittadini, associazioni culturali e di categoria, ordini professionali, di artigiani, studenti, agricoltori, provenienti dai comuni interessati alla presunta trivellazione quali, Atena Lucana, Montesano sulla Marcellana, Padula, Polla, Sala Consilina, Sant’Arsenio, Sassano e Teggiano e molti altri comuni limitrofi , si sono opposti con gran forza a al futuro progetto della Shell:

le presunte violazioni e gli abusi perpetrate ai danni di un territorio vasto ed incontaminato, da parte di compagnie appaltatrici scellerate, non solo potrebbero pregiudicare per sempre l’incontaminata oasi del Cilento,  ma potrebbero compromettere per sempre questo splendido paesaggio conosciuto in tutto il mondo,  non a caso da poco riconosciuto quale Patrimonio dell’Unesco.

Da oltre 15 anni la Texaco, ed altre multianzionali del petrolio, tenterebbero di far sgorgare copioso l’oro nero lucano, ed di ricavare, dal carburante più costaso del momento, cosi’ un notevole guadagno: da oltre un decennio la popolazione del Parco e dei comuni interessati tenta di fermare le trivelle : i sindaci e cittadini indignati si incatenarono nel cortile della Certosa di Padula per propesta qualche tempo fa.

Venerdì 24 Febbraio, a Montesano sulla Marcellana, al consiglio comunale hanno partecipato anche gli esponenti della Locomotiva della Val d’Agri (altro comune interessato ai rilievi Shell). Durante il consiglio si è ribadito il monito del sindaco Donato Fiore Volentini: «Il nostro Statuto comunale, fa divieto di attivare iniziative che abbiano impatto ambientale sul territorio e contro la tutela del territorio e la salute».
60 i dipendenti dello stabilimento dell’acqua “Santo Stefano” che rischiano di ritrovarsi senza lavoro. E così i tanti giovani e meno giovani imprenditori che hanno investito nelle strutture ricettive e aziende agricole, nel biologico, nella produzione di olio e vino. Da una nota diffusa dal comitato spontaneo apprendiamo quanto il progetto  rappresenti «un grave pericolo per l’ambiente e per i circa 70mila residenti nei 14 comuni valdianesi, tutti ricadenti nell’area del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano o in zona contigua».

Tommaso Pellegrino, dirigente medico di Chirurgia generale al policlinico Federico II e sindaco di Sassano, dichiara che da : «15 anni in Basilicata, di risultati positivi e di crescita economica non si sono avuti. I nostri vicini- continua il sindaco cilentano- si ritrovano invece chilometri di condotte sparse nei territori col rischio che restino lì per sempre e che il potere corrosivo del petrolio crei ulteriori danni. Intere zone prima coltivate ora sono abbandonate, i vigneti perduti e il rischio salute concreto, perché nelle zone delle trivellazioni sono raddoppiate le patologie neurologiche e i tumori del colon».

Aggiunge Pellegrino: «La Basilicata ha tra i redditi più bassi e la disoccupazione giovanile più alta d’Italia. Come potremmo acconsentire a fare la stessa fine? Senza contare che nonostante le tante promesse dall’Eni di assunzioni per i giovani, li vediamo girare nei bar di quei paesi disperati e senza lavoro. Dobbiamo pensare al superamento degli idrocarburi e alle energie rinnovabili. Il totale delle royalties è l’8 per cento, solo l’uno va ai Comuni, il resto alla Regione. Per un buono di 90 euro annui di benzina, che si ottiene dietro complicatissime procedure, nessuno dovrebbe farsi arrivare le trivelle sotto casa»

Chiunque lo vorrà, potrà prendere parte a questo Comitato, facendo riferimento ai seguenti numeri di telefono: 3491396897, 3208053617 e 3457024181 . L’indirizzo e-mail: noalpetrolio@gmail. Gruppo FaceBook “Il VALLO di DIANO dice NO al PETROLIO!”.

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