• Google+
  • Commenta
26 febbraio 2012

Partire all’estero da “free mover”

Oltre all’Erasmus c’è un’altra possibilità di frequentare un  periodo di studi all’estero in qualità, quella di partire in qualità di “free mover”.

Erasmus

Free Mover

Una volta scelta l’università estera nella quale si vogliono sostenere esami, è necessario ottenere l’approvazione del piano di studi della facoltà di provenienza e di quella ospitante. Lo studente dovrà poi provvedere autonomamente all’organizzazione della sua permanenza all’estero. Non sono previste borse di studio, sussidi, alloggi convenzionati.

Quella del Free mover può essere una valida alternativa per chi non è riuscito a vincere la borsa di studio Erasmus. Spesso è un’opzione scelta da chi è tornato dall’Erasmus ed ha intenzione di continuare a studiare nell’università ospitante per un altro periodo di tempo. Quasi tutti gli atenei italiani prevedono questo tipo di mobilità all’estero.

A titolo informativo riportiamo le modalità richieste dall’Università La Sapienza di Roma per poter usufruire di questo programma (altre informazioni sono reperibili all’indirizzo web http://www.uniroma1.it/internazionale/studiare-e-lavorare-allestero/studenti-free-movers):

  • 1) Contattare l’università straniera per sapere se è attivato il corso che si intende seguire e il costo del corso stesso. Si precisa che i costi dell’iscrizione presso l’università ospitate sono completamente a carico dello studente, allo stesso modo è necessario essere in regola anche con il pagamento delle tasse della Sapienza.
  • 2) Ottenere lettera di accettazione da parte dell’università straniera per quanto riguarda il corso che si intende frequentare.
  • 3) Una volta individuato il corso che si intende seguire, contattare il docente referente del corso presso la Sapienza e ottenere un nulla osta per la frequenza del corso all’estero e il futuro riconoscimento dell’esame una volta tornati in Italia. È necessario esibire al docente la lettera di accettazione da parte dell’università ospitante.
  • 4) Presentare la domanda da studente “free mover” alla segreteria didattica della propria facoltà, precisando quale/i corso/i si intende seguire e allegando la lettera di accettazione dell’università ospitante (v. punto 2) e il nulla osta del docente della Sapienza (v. punto 3). La segreteria inoltrerà la richiesta al Consiglio di Facoltà, o all’organo collegiale competente, che dovrà deliberare il riconoscimento preventivo degli esami da sostenersi all’estero.
  • 5) Entro venti giorni dal ritorno dall’università straniera, presentare al Consiglio di Facoltà la certificazione ottenuta dall’università ospitante per ogni esame sostenuto, tradotta in italiano, con l’indicazione dell’esame corrispondente presso questa Università e la conversione del voto in trentesimi.
  • 6) Qualora non venissero rispettate tutte le norme di cui sopra, gli esami sostenuti all’estero non saranno riconosciuti validi per l’inserimento nella carriera scolastica da parte della segreteria di appartenenza.
  • 7) Non trattandosi di un programma comunitario, è necessario provvedere personalmente all’organizzazione della permanenza all’estero (vitto, alloggio, assistenza sanitaria ecc.).
Google+
© Riproduzione Riservata