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28 febbraio 2012

Roma, 29 febbraio: la Poesia scende in piazza

“La bellezza salverà il mondo” affermava il principe Myskin, l’uomo infinitamente buono, il Cristo del XIX secolo protagonista del capolavoro di Dostoevkij L’idiota. Portatore di valori assolutamente buoni, Myskin rappresenta il tipico (anti)eroe dostoevskiano, calato in un mondo malvagio e caotico e per questo ostinato ad instillarvi il seme della bellezza. Ma il reale è ormai caratterizzato da desolazione spirituale e Myskin risulterà, emblema dell’(anti)eroe dostoevskiano, irrimediabilmente sconfitto.

Cosa c’è di meglio della poesia per restituire il bello del mondo? L’avranno pensata così anche i fondatori dell’organismo internazionale World Poetry movement, nato con l’obiettivo di far luce sulle problematiche politiche, sociali, ambientali più assillanti ai nostri tempi, attraverso il bello della poesia.

Il 29 febbraio Roma sarà teatro del primo grande evento di reading poetico in piazza e sarà trasmesso in diretta streaming mondiale in oltre sessanta Paesi. A partire dalle 20:30, presso il locale Le Mura in via di Porta Labicana 24 si darà il via alle performance di giovani poeti romani (Marco Lupo, Marco Cinque, Alessandro Bava, Olga Campofreda, Angelo Zabaglio e altri) e di tutti coloro che vorranno condividere una poesia sul palco.

Le performance saranno anticipate dalla proiezione del film documentario sulla vita del poeta Jack Hirschmann, “Il Poeta Rosso” di M. Furey.

La location, non propriamente luogo ad hoc per una manifestazione letteraria, è stata selezionata per ampliare quelli che sono comunemente definiti i canonici luoghi della poesia: in questo modo si sottolinea la volontà di rendere l’evento aperto a tutti e ben lontano dal rivolgersi esclusivamente ad un pubblico di specialisti.

Del resto l’evento del 29 febbraio è stato anticipato da una riuscitissima iniziativa del CreativeLab-Master in editoria, giornalismo e management culturale della “Sapienza”, che il 25 febbraio è sceso in Piazza Campo dei Fiori per portare la poesia nella vita dei lavoratori e dei passanti romani.

A conti fatti dal coinvolgimento e l’apertura alla poesia, World poetry movement ambisce anche a compiere un passo successivo che possa abbattere il tipico luogo comune che vede l’arte relegata in un ambito esclusivamente estetico: dalla condivisione del bello poetico occorre infatti passare all’azione, così da legarsi a doppio filo alla quotidianità.

E in tal senso è anche significativo che l’evento riaffermi il potente ruolo di comunicazione assegnato alla poesia attraverso la rete, chiedendo ai poeti di tutto il mondo di alzare la voce su quello che non va.

E chissà che la missione di Myskin questa volta non giunga a compimento.

 

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