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26 febbraio 2012

Tendenza creatività: e se fosse per tutti?

Siamo abituati a sentir dire che la creatività sia questione di talento e predisposizione innata.

E se non fosse così?

Secondo la Obscure Features Hypothesis (OFH) di McCaffrey, non esisterebbero cervelli più o meno creativi, sarebbe esclusivamente questione di pratica e allenamento: con esercizi e tecniche specifiche, infatti, sembrerebbe possibile liberare la creatività da questi limiti precostituiti.

Secondo lo psicologo cognitivo Anthony McCaffrey, la creatività sarebbe quindi a portata di tutti, anche se, come ogni dettaglio fisico e mentale del nostro corpo e carattere, è diversa da persona a persona, e un po’ di talento rimane indispensabile per il raggiungimento di risultati geniali.

La maggior parte delle invenzioni migliori deriverebbero da due passaggi fondamentali: la rilevazione di un fenomeno oscuro ed inaspettato, e l’individuazione e messa in pratica di una soluzione al problema che ne deriva; anche non producendo alcun tipo di intuizione, il problema potrà comunque essere alla base di una successiva invenzione. Questa dinamica sarebbe alla base della creatività per tutti.

Ritorna in auge quindi il vecchio detto “la necessità aguzza l’ingegno”, definendo la creatività presente in base alle proprie esperienze e conseguenti abitudini.

Gli studi effettuati sulla creatività dagli anni ’50 ad oggi avevano già dimostrato che per ottenere la massima attitudine creativa “bastano” dieci anni di applicazione ingegnosa: leggere libri, vedere mostre, viaggiare, stimolare continuamente la propria curiosità, insinuare il dubbio per conoscenza, non discordia.

Notizia che fa sperare, in un momento storico in cui si abbandona l’esercizio creativo un po’ per scelta un po’ per pigrizia: la scusa “non ho immaginazione” non sarà più valida.

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