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22 Febbraio 2012

Una ‘polpetta’ di staminali sfamerà il mondo

 

 

Un hamburger artificiale che potrebbe mettere fine alla carenza risorse in molte zone del mondo: è questo il nuovo prodotto di un laboratorio di ricerca olandese. Alla sua produzione stanno lavorando da tempo il team di scienziati della dell’Università di Maastricht, guidati dal direttore del dipartimento di fisiologia, Mark Post.

 

Gli esperimenti si sono susseguiti nei laboratori di Maastricht per ben sei anni, passando dalla carne di topo a quella di maiale, fino all’annuncio al mondo , fatto a un convegno della American Association for the Advancement of Sciences a Vancouver. Post conferma di esser pronto a produrre un macinato artificiale dall’aspetto e il sapore simili a quello di mucca, e già gli scienziati scomettono della buona riuscita della ricerca e di un suo utilizzo per salvare l’ambiente.

 

Per il ‘prototipo’ sono state utilizzate cellule dai muscoli dello scheletro di bovini, coltivate in un siero di feto di vitello.« I tessuti prodotti hanno esattamente la stessa struttura degli originali», ha commentato Mark Post, e aggiunge inoltre che la tecnica può anche permettere di produrre carne da qualsiasi animale.« Nei prossimi 40 anni -ha sottolineato il ricercatore- la domanda mondiale di carne raddoppierà». Già ora usiamo il 70% della capacità dell’agricoltura per gli allevamenti, e del resto, è noto che l’allevamento contribuisce al riscaldamento climatico con le emissioni di metano, un gas venti volte più potente del CO2, che rappresenta il 18% del totale delle emissioni di gas a effetto serra.

 

C’è chi vede nella proposta del dottor Post una soluzione alla futura carenza di carne per coprire il fabbisogno nutrizionale, dato l’aumento esponenziale della popolazione nel mondo. C’è chi replica, insieme alla LAV che questa nuova scoperta è la soluzione sbagliata ad un problema che in realtà riguarda le nostre abitudini alimentari. Insomma l’hamburger in provetta non è ancora sulle tavole, ma a molti sembra già non ‘andare giù’.

 

Secondo la LAV un aumento sproporzionato e ingiustificato di carni ha portato ad allevamenti intensivi dannosi per la salute del pianeta, degli animali e dell’uomo stesso. Considerando che negli ultimi anni è stata accertata la connessione tra consumo eccessivo di carne e alcune tipologie di patologie tumorali, la soluzione secondo loro è già alla nostra portata e non necessiterà di alcuna ‘rivoluzione in provetta’.«Basti pensare ai piatti a base di legumi, nutrienti e anche dal costo modesto non si tratta di rivoluzionare il nostro stile alimentare -spiegano dalla LAVma più semplicemente di riscoprire anche le ricette dei nostri nonni ed essere davvero consapevoli di ciò che portiamo in tavola, scegliendo esclusivamente i prodotti migliori».

 

Anche Coldiretti non ha mezzi termini: l’opposizione all’hamburger in provetta è totale. Non solo per quanto riguarda le inevitabili implicazioni di carattere morale, ma anche per dati oggettivi di costi e ‘appetibilità’ del futuro prodotto. Dai dati raccolti emerge che ben il 73% degli italiani non mangerebbe mai un prodotto simile. «Alle forti perplessita’ di natura etica si aggiungono – sottolinea la Coldirettiquelle di carattere economico».

 

Un problema fondamentale è il costo del primo hamburger in provetta che si aggira sui 250mila euro. Il prezzo stratosferico dell’hamburger si spiega con la difficoltà della sua creazione: finora Post ha messo a punto un piccolo pezzo di muscolo di tre centimetri di lunghezza e mezzo di spessore dal colore giallo-rosato. Per realizzare la polpetta serviranno tremila di queste strisce unite a qualche centinaio di analoghi pezzi di tessuto adiposo e sangue artificiale. A pagare è un misterioso finanziatore che ha chiesto l’anonimato. Sarà lui (o lei) a scegliere il commensale che potrà gustare la polpetta, che verrà cucinata dal famoso chef Blumenthal, e svelata ufficialmente entro ottobre in una cerimonia a Maastricht.

 

Un altro inconveniente sembra essere l’assenza di gusto di questa carne artificiale. Per quanto riguarda il sapore bisognerà attendere:« Penso che avremo bisogno di lavorare sul sapore separatamente – ha concluso Postcercando di capire quali componenti della carne producano effettivamente il gusto». Nonostante il rincorrersi di notizie miracolistiche sugli effetti benefici delle nuove modificazioni genetiche effettuate su animali e vegetali in laboratorio, rimane un elevato tasso di scetticismo, soprattutto in un settore, come quello alimentare, strettamente collegato con la nostra salute. Infine, risolto il problema del gusto e del prezzo di un alimento in provetta, resterebbe comunque un’importante domanda: quante persone gradirebbero nel loro piatto un hamburger ‘costruito’ con staminali e sangue sintetico?

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