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9 febbraio 2012

Università europee giù dal podio nel ramo del Marketing and Business

La crisi Europea dissemina le proprie drastiche conseguenze anche sull’appetibilità delle università del Vecchio Continente: una recente ricerca del “Financial Times”, il più importante quotidiano economico del pianeta, si è incentrata sull’analisi delle università statunitensi ed europee nel ramo del Marketing and Business Administration. Venti sono i parametri che sono stati presi in considerazioni tra i quali: la facilità di impiego dei  neo laureati, gli stipendi, l’apertura verso le collaborazioni internazionali e il profitto derivante delle ricerche dei dottorandi. Da tale studio emerge che il primato spetta alle Università degli USA, seguite immediatamente da quelle asiatiche. Alla Stanford Graduate School of Business con i suoi 129 mila dollari annui di salario tra pre e post frequenza, va la palma d’oro. Segue Harvard con 115 mila dollari annui. Al terzo posto c’è, invece, la Università della Pennsylvania che è però primatista per quanto concerne la qualità dei programmi di ricerca intrapresi dai dottorandi. Giù dal podio quelle europee: la London Business School, la più prestigiosa in quest’ambito, si colloca, così, al quarto posto, l’Insead, con sede a Fontainbleu e Singapore, al sesto e l’IE Business of School di Madrid scende in ottava posizione. Ancor più drammatica la situazione dell’Italia: l’unica Università della Penisola ad apparire nella graduatoria del Financial Times, nello specifico al 42° posto, è l’Università Bocconi di Milano, che mantiene una posizione stabile. La conseguenza più grave che deriva da questa graduatoria è l’ovvio abbassamento della richiesta di laureati in Master Mba delle Università d’Europa che dovranno provvedere al più presto ad adeguarsi ai nuovi standard, onde evitare un’ ulteriore migrazione dei cervelli.

 

 

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