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11 marzo 2012

Anche Ötzi aveva l’arteriosclerosi

Ötzi è la mummia del Neolitico, risalente al 3.350 e il 3.100 a.C. e ritrovato il 19 settembre 1991 sul ghiacciaio di Similaun in Alto Adige ed ora conservato al Museo archeologico di Bolzano.

Ötzi era predisposto alle malattie cardiocircolatorie e presentava forme di arteriosclerosi. Questo è quanto emerso dalle analisi di un team di studiosi altoatesini e tedeschi guidati da Albert Zink ed Angela Gräfen dell’Istituto per le mummie e l’Iceman dell’Accademia europea di Bolzano (Eurac), Carsten Pusch e Nikolaus Blin dell’Istituto di genetica umana dell’Università di Tubinga, e Andreas Keller ed Eckart Meese dell’Istituto di genetica umana dell’Università dello Saarland.

Quest’individuo chiamato Ötzi dal nome tedesco Ötzaler Alpen (le Alpi Venoste) dove fu ritrovata la mummia. La predisposizione a queste malattie risulta davvero un dato sorprendente perché Ötzi è vissuto in un’epoca in cui non esistevano rischi che oggi possono causare disturbi cardiocircolatori, era di buona salute e andava a caccia.

“La conferma che questa predisposizione genetica fosse riscontrabile già ai tempi di Ötzi è rilevante perché mostra che le malattie cardiocircolatorie possono non essere legate alla civilizzazione”, sottolineano l’antropologo Zink e il bio-informatico Keller. “Il passo successivo sarà quello di analizzare in maniera più approfondita lo sviluppo di queste patologie”.

Lo studio pubblicato sul “Nature Communications” ha consentito di studiare malattie e disturbi che esistevano già 5 mila anni fa. Tempo fa alcuni ricercatori avevano decodificato il corredo cromosomico di Ötzi. L’Iceman aveva 45 anni, era alto 1metro e sessanta e pesava 50 kg ed era affetto da borreliosi, un’infezione causata dalle zecche che esisteva già all’epoca. Inoltre, Ötzi apparteneva all’aplogruppo Y, piuttosto raro in Europa che ha permesso di stabilire che i suoi antenati provenivano dall’Oriente.

È interessante sapere che le migrazioni verso l’Europa erano dovuti al clima che favoriva l’agricoltura e l’allevamento ed ancora oggi il Dna di questo aplogruppo è presente in alcune zone interne della Corsica e della Sardegna.

Dalla mappatura completa di Ötzi sono emerse oltre alle caratteristiche genetiche, anche quelle fisiche. L’Iceman aveva occhi e capelli castani ed era intollerante al lattosio. Nonostante la società di un tempo fosse prevalentemente contadina, molti avevano difficoltà a digerire il latte; probabilmente quest’intolleranza è stata superata solo con l’addomesticamento degli animali facilitandone la digeribilità anche in età adulta.

Il sequenziamento del DNA di Ötzi è stato sostenuto da National Geographic Society (USA), Life Technologies (USA) e Comprehensive Biomarker (Germania).

 

È possibile visitare l’Uomo venuto dal ghiaccio al Museo Archeologico di Bolzano. La mummia è inserita all’interno di una cella di refrigerazione che consente al corpo di Ötzi, ancora intatto, di ricreare artificialmente le temperature di conservazione del ghiaccio ed è visibile attraverso una piccola finestra. Il corpo dell’uomo era vestito e dotato di un equipaggiamento piuttosto pesante e curato nei minimi particolari per sopravvivere al freddo dell’inverno. Vestiario e materiali dell’età del rame nella zona alpina sono tutti esposti all’interno del Museo. http://www.iceman.it/

 

La mostra temporanea di Ötzi è aperta fino al 13 Gennaio 2013.

Per informazioni e per visitare il Museo:

Museo Archeologico dell’Alto Adige

Via Museo 43 – I-39100 Bolzano

Visitabile tutto l’anno dal martedì alla domenica – dalle 10.00 alle 18.00

http://www.bolzano.net/museoarcheologico.htm

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