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20 marzo 2012

Arte benefica: una speranza contro l’ictus

L’arte da sempre suscita nell’uomo grande interesse ed emozione: che si tratti di una scultura, di una sinfonia o di un’opera teatrale, spesso ne siamo inevitabilmente attratti e, secondo gli scienziati, ne traiamo persino beneficio.

A confermarlo sono infatti i ricercatori della Facoltà di Infermieristica dell’Università Tor Vergata di Roma, secondo cui la passione per l’arte è in grado di giovare allo stato di salute generale del corpo umano.

La ricerca, condotta su un gruppo di 192 pazienti con età media di 70 anni, rileva dati davvero incoraggianti in particolar modo per i soggetti colpiti da ictus.

Sembra infatti che i pazienti aventi maggior interesse per l’arte abbiano avuto un recupero migliore rispetto a coloro che invece non mostrano interesse per quest’ultima.

Il prof. Ercole Vellone, coordinatore dello studio, spiega le cause scientifiche di questo fenomeno: “Secondo i dati ottenuti dalle nostre ricerche, l’arte è capace di aumentare la produzione di dopamina, un neurotrasmettitore che, una volta rilasciato nel cervello, riesce a migliorare la qualità della vita. Ulteriori studi saranno sicuramente utili per poter capire se anche altre forme di arte siano in grado di stimolare la produzione e il rilascio di dopamina nel cervello“.

Lo studio evidenzia in particolar modo alcuni benefici: l’arte, infatti, elimina ansia e depressione, aiuta la memoria ed è in grado di apportare energia al nostro corpo.

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