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3 marzo 2012

Clonazione naturale? Esiste tra coralli

Ricorrere alla clonazione umana o alla rigenerazione produttiva è una tecnica che suscita ancora tanti dubbi e tante incertezze. Sembra paradossale eppure la clonazione esiste in natura, tra i coralli.

Come funziona. Gli embrioni dei coralli sono piuttosto fragili e pertanto possono essere distrutti dal moto ondoso delle acque, trasportando i frammenti altrove e generando altre forme di vita. Per la prima volta è stato possibile affermare come organismi pluricellulari siano in grado di rigenerarsi spontaneamente grazie a dei cloni. La ricerca, apparsa sulla rivista scientifica Science, è stata condotta dagli studiosi dell’Istituto Australiano di Scienze Marine che hanno continuamente monitorato la riproduzione dei coralli: la clonazione, sconosciuta nel regno animale, è “praticata” da alcuni celenterati capaci di riprodursi da embrioni trasportati dal mare.

I coralli o Antozoi sono delle specie marine costituite da polipi e riuniti in colonie che si riproducono in maniera sessuata, con il contributo genetico di individui maschili e femminili, rilasciando nella corrente uova fecondate. Generalmente conosciuti come “fiori animali”, si sono stanziate nelle zone tropicali degli oceani creando il nuovo habitat della barriera corallina.

Gli studiosi australiani hanno osservato che il rivestimento di queste uova, al cui interno si forma l’embrione composto da poche cellule che iniziano a moltiplicarsi a rapidamente, è talmente fragile che rischia di rompersi anche nel momento in cui le acque sono leggermente mosse. Mentre i ricercatori osservavano come gli embrioni sopravvivevano alle forti correnti, si sono imbattuti in un episodio sconcertante: “molti embrioni frammentati hanno cominciato a svilupparsi allo stesso modo degli embrioni rimasti intatti”, ha raccontato Andrew Heyward, responsabile della ricerca.

Gli embrioni distrutti generano organismi più piccoli rispetto a quelli integri. Quindi da un singolo embrione possono nascere più individui con lo stesso corredo genetico; le onde artificialmente riprodotte in laboratorio (nonostante abbastanza deboli) rompono l’involucro dell’embrione rilasciando delle cellule, che continuano a diffondersi e a riprodurre nuovi individui simili all’embrione precedente (clonazione).

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