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4 marzo 2012

Generazione futuro comincia il suo cammino a Bologna

Meritocrazia, legalità e competitività tra le parole chiavi dell’associazione giovanile e universitaria legata a FLI Facce rilassate, sorrisi, sicurezza di sé. L’invitante location della biblioteca Ruffilli di Vicolo Bolognetti, rinfresco e cartelloni. Quello di sabato 3 marzo sembra un congresso come molti.
Si fatica quasi a credere che sia riservato ai giovani, molti dei quali alla prima esperienza politica, quella che si autonomina la Generazione Futuro.

L’associazione giovanile e studentesca che fa capo a Futuro e Libertà comincia da Bologna la stagione congressuale, che getterà le basi per consolidare un nuovo soggetto politico legato ai giovani e all’università anche in Emilia Romagna.

Il coordinatore provinciale di FLI Roberto Flaiani e l’onorevole Enzo Raisi fanno da padroni di casa, ma l’età media è sotto i 30 anni, chiaro segnale che i ragazzi di ogni fede politica si stanno riaffacciandosi lentamente ad un mondo che li aveva attratti e poi delusi, decisi a volersi riprendere un ruolo importante nella società.

Il neoeletto presidente Lorenzo Berselli, bolognese d.o.c., è coadiuvato da ragazzi di tutta italia, molti dei quali legati a Bologna per motivi universitari.
I temi trattati evidenziano una generazione che guarda al futuro con pessimismo, consapevole che bisogna invertire la rotta per poter trovare un po’di spazio.

Se i primi interventi sono volti a chiarire il proprio percorso e la propria discontinuità dal PDL, gli interventi successivi parlano di argomenti sicuramente più concreti: dal bisogno di una società più laica all’importanza della competitività, dalla legalità alla richiesta di meritocrazia in campo universitario e competitività nel mondo del lavoro.

Molte scelte faranno discutere, come il sostegno alle forze dell’ordine (con chiara allusione al movimento NO TAV) e la critica dell’operato delle associazioni studentesche bolognesi.
A fine congresso, Lorenzo Berselli saluta un po’commosso e imbarazzato il papà: anche questo è il bello della politica giovanile.

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