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20 marzo 2012

La doppia tela di Van Gogh: sotto la Natura morta ci sono due lottatori

Da pochi giorni si parla di un probabile dipinto di Leonardo da Vinci nascosto dietro il muro ricostruito da Giorgio Vasari a Firenze a Palazzo Vecchio. Ma se, in questo caso, non ci sono certezze, ci sono invece sul ritrovamento di un dipinto di Van Gogh dietro il quadro Natura morta con fiori di campo e rose.

Il quadro di Van Gogh fu acquistato dal museo Koller-Muller del paesino di Otterlo nel 1974, ma ancora non era stato attribuito al pittore. Sebbene nel 2003, dopo numerosi studi, molti esperti avessero negato la paternità dell’autore, poiché troppo grande la tela e privo della classica firma, alcuni hanno continuato ad attribuirlo a Van Gogh.

Nel 1998, infatti, una prima radiografia aveva portato alla luce, sotto i colori malinconici dei fiori appassiti, i corpi di due lottatori a torso nudo. Oggi, con una tecnica molto più avanzata, ovvero l’utilizzo della tecnica macro-fluorescenza a raggi X, i risultati sono molto più evidenti e chiari. Dietro la Natura morta si cela, effettivamente, un altro dipinto.

Il quadro di fiori risale al 1886, mentre si suppone che i due lottatori risalgano ad un anno prima, quando Van Gogh frequentava la Scuola di Belle Arti di Anversa, in Belgio. La seconda stesura, eseguita a Parigi, deriva dalla povertà del pittore, costretto a riutilizzare le proprie tele per completare la Natura morta: evidentemente non riuscì a vendere i due lottatori a torso nudo.

Grazie alla tecnica moderna del laboratorio di fisica di Amburgo, il team di ricercatori ha portato a termine un duplice compito: riconoscere la paternità del quadro e riportare alla luce un ulteriore capolavoro di Van Gogh.

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