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28 marzo 2012

Arezzo, l’Università dell’Oklahoma attiva più che mai nella città

Arezzo
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Un’università americana che acquista un immobile ad Arezzo e crea una sua sede qui, nel nostro paese, è davvero una prospettiva interessante.

Interessante, più che per la penisola per la diretta interessata città d’Arezzo, è la presenza ormai da cinque anni del polo di studi italiano dell’Università dell’Oklahoma.

Il centro di studi aretino,ha iniziato la sua avventura contando su soli 13 iscritti. Attualmente gli studenti sono intorno ai 300 all’anno, vi sono 25 facoltà, due programmi semestrali ed una dozzina di programmi estivi!

Ma proprio questa mattina, si è tenuto un Consiglio speciale presso l’ufficio comunale, non solo per riconfermare lo stretto rapporto tra l’università americana e quella italiana, ma sopratutto per far fronte ad un ultimo problema da risolvere. Ci riferiamo agli alloggi. Si, perchè gli studenti momentaneamente vivono in appartamenti del centro storico, ma per costi e numero di locali disponibili, sarebbe altamente produttivo indurre le famiglie aretine ad ospitare i giovani studenti stranieri, incentivando uno scambio culturale e linguistico di grandissima utilità al giorno d’oggi.

Queste le più urgenti richieste del Bord of Visitor guidato da Francis Rooney che si è recato stamattina al comune toscano, e che si è dichiarato più che soddisfatto per aver portato pienamente a termine,anche in Italia, l’obiettivo di internazionalizzazione della cultura universitaria americana .

Molto fiero si è mostrato anche il sindaco di Arezzo, Giuseppe Fanfani, che crede nel progetto e lo sostiene attivamente. Infatti, assicura che entro il 2014 saranno conclusi i lavori di ristrutturazione dell’ex monastero delle Clarisse in Via San Domenico, e la struttura sarà in grado di ospitare 45 studenti, 4 classi, 1 mensa e spazi per socializzare incluso un giardino all’ italiana che ospiterà  visitatori ed eventi.

Ospitalità: questo chiede in definitiva l’Università dell’Oklahoma all’Italia, e l’incontro di stamane non ha fatto altro che confermare la alta disponibilità alla ricettività degli studenti provenienti dall’estero da parte della cittadinanza aretina!

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