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10 Marzo 2012

L’Università di Firenze in Giappone in memoria dello tsunami

Domani, 11 marzo, sarà passato un anno esatto dal terribile maremoto che nel 2011 ha coinvolto il Giappone, uccidendo circa 20000 persone e distruggendo la centrale nucleare di Fukushima causando terribili danni per l’ambiente e per la salute dei sopravvissuti.

L’Università di Firenze prenderà parte nel pomeriggio di oggi, 10 marzo e domani, alla commemorazione dell’anniversario del terribile disastro.

La commemorazione avrà luogo presso la Camera di Commercio di Sendai, nella regione di Tōhoku, una delle aree più colpite dal disastro naturale e che ha subito innumerevoli danni.

La conferenza, tenuta dal professor Massimiliano Pieraccini, direttore del Laboratorio di Tecnologie per l’Ambiente e i Beni Culturali (TECHLab) della facoltà d’Ingegneria dell’Università di Firenze, è stata organizzata grazie alla collaborazione fra l’ambasciata italiana e l’Università di Tōhoku, con lo scopo di illustrare e sostenere il ruolo della scienza e dello sviluppo tecnologico per la salvaguardia dei patrimoni artistici in caso in disastri naturali come lo tsunami.

Il polo scientifico fiorentino sarà l’unico a rappresentare l’Italia al Memorial Day di Sendai.

Vi prenderanno parte, infatti, altre sette università giapponesi e otto centri di ricerca mondiale, con l’obiettivo di firmare una dichiarazione di cooperazione reciproca fra i vari centri di ricerca scientifico-tecnologica per affrontare al meglio catastrofi improvvise che non sconvolgono solamente la vita delle popolazioni interessate, ma possono anche causare ingenti danni ai loro beni culturali e archeologici.

La presenza dell’Università di Firenze, insieme ai centri di ricerca più importanti del mondo, oltre a simboleggiare il livello di avanguardia delle università italiane nel campo scientifico e l’alta considerazione di cui godono i nostri ricercatori nel mondo, sarà fondamentale grazie all’intervento del professor Pieraccini che si farà portavoce dell’esperienza della città fiorentina in occasione dell’alluvione del 1966 e di come sia stata affrontata, in questo ambito, la situazione nella città da parte del polo universitario, nonché il contributo fornito grazie alla ricerca scientifico-tecnologica.

Come affermato dall’ateneo fiorentino, il TECHLab avrebbe realizzato un sistema di radar in grado di rilevare i movimenti nel sottosuolo anche a grandi distanze.

Il laboratorio collabora già da diversi anni con l’Università di Tōhoku che, data l’altissima frequenza e intensità di terremoti che colpiscono il Giappone, è più che mai interessata e attenta agli sviluppi tecnologici in ambito antisismico.

Infatti, sia l’ateneo italiano che quello giapponese hanno in diverse occasioni ottenuto ottimi benefici dalla collaborazione, grazie all’utilizzo di tecnologie sviluppate dal TECHLabche consentono di sventare delle frane nella regione di Sendai.

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