• Google+
  • Commenta
6 marzo 2012

Pechino calling

L’Università e la Fondazione Italia-Cina si adeguano ai tempi e preparano corsi ad hoc

Tra i paesi emergenti sicuramente la Cina rappresenta una realtà fortemente virtuosa. Le ricerche effettuate da  Randstad  stimano che un italiano su due lascerebbe volentieri l’Italia per l’Impero Celeste.

Certo l’elemento disoccupazione preoccupa i giovani ed incide sulle loro scelte, ma trasferirsi in un Paese come la Cina, totalmente differente per usi e costumi, oltre che per la lingua e bon ton tanto per citare l’abc, richiede una preparazione di partenza, senza la quale è impossibile varcare la dogana.

Negli ultimi anni le offerte di formazione pro Cina sono aumentate vertiginosamente e le richieste superano le offerte. Le Università si sono adeguate e la conferma arriva dalla Fondazione Italia Cina, la quale organizza corsi di lingua e management e business ad ogni livello di apprendimento.

Cesare Romiti, presidente della Fondazione Italia Cina afferma che “la scuola di formazione permanente della Fondazione rappresenta un’esperienza unica nel nostro Paese per qualità ed ampiezza dell’offerta didattica”.

La Scuola è nata nell’anno 2009 e, da allora, ha potenziato le sue attività, tant’è che i suoi studenti hanno raggiunto un numero considerevole, elemento che fortifica tale istituzione e la definisce come una tappa obbligata prima della partenza.

Nata a Milano, la Scuola della Fondazione Italia Cina sta, pian piano, scendendo lo stivale e, prossimamente, si terranno lezioni anche in Piemonte, Lazio, Toscana e ben presto anche al Sud, di modo che, da Nord a Sud,tutti avranno la possibilità di poter seguire le lezioni e non solo. Difatti, la Fondazione organizza workshops di settore volti ad analizzare le tematiche di uno specifico ramo economico.

Grazie ai workshops gli studenti hanno la possibilità di specializzarsi in un singolo settore, come la moda, ad esempio, in quanto la specificità aiuta la competitività, tanti, invece, frequentano la Scuola per conoscere il lessico commerciale, quello della medicina tradizionale, legale o semplicemente seguono i corsi di lingua per imparare il mandarino.

Anche l’Università risponde alla richiesta creando piani di studio ad hoc, come il corso di laurea specialistica in Storia e geoeconomia: lo sviluppo economico della Cina, nel quale si approfondiscono le strategie di sviluppo di Pechino, con uno sguardo alle dinamiche e agli effetti della globalizzazione sulla crescita del paese.

Secondo il prorettore dell’Università Bocconi di Milano, Fulvio Ortu “è molto importante per gli studenti trascorrere un periodo in Cina al fine di completare il processo educativo”. Corsi del genere oltre a richiamare tanti studenti, anche stranieri dato che le lezioni si tengono in inglese, rappresentano un vantaggio economico da non sottovalutare per il mercato italiano.

Proprio l’Università milanese, infatti,  propone ai suoi studenti la possibilità di prendere il doble degree, ossia la doppia laurea italiana e cinese. Iscrivendosi a tale percorso, nato nel 2006, gli studenti potranno studiare un anno a Shanghai, avendo così la possibilità di vivere un’esperienza universitaria a 360 gradi.

 

 

 

Google+
© Riproduzione Riservata