• Google+
  • Commenta
7 marzo 2012

Possibili aumenti delle tasse universitarie, l’Udu protesta

Nuova protesta dell’Unione degli universitari: al centro della polemica, stavolta, il documento approvato il 23 febbraio scorso dalla Crui (Conferenza dei rettori delle università italiane), nel quale si suggeriscono al Governo quattro possibili strade per aggirare il limite massimo, fissato per legge, delle tasse universitarie. L’ultima delle quattro proposte elaborate dalla Conferenza dei rettori prevede addirittura la cancellazione in toto della norma che fissa tale limite.

Va detto che se il Governo decidesse di accogliere le proposte della Crui di fatto non farebbe altro che fotografare l’esistente: infatti, sebbene l’attuale normativa stabilisca che la sommatoria di tutte le tasse universitarie di un ateneo non possa superare il 20% del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO, vale a dire la cifra che lo Stato eroga ai singoli atenei per garantirne il funzionamento), ben 33 università pubbliche su 62 già oggi fanno pagare (secondo i dati ministeriali riferiti al 2010, ma a causa dei tagli decisi dal governo Berlusconi c’è da scommettere che le cifre del 2011 saranno ancora peggiori) ai loro studenti più tasse del dovuto, e sono di fatto fuorilegge. Una situazione incresciosa, contro la quale l’Udu ha già presentato ricorso a Pavia (vedendo riconosciute dal Tar le proprie ragioni), Ferrara, Modena e Reggio Emilia.

Contro questo stato di cose, e contro le proposte della Crui che finirebbero per aggravare la situazione, si è scagliata senza mezzi termini l’Udu, per bocca del suo coordinatore nazionale Michele Orezzi, il quale, dati alla mano, ha sostenuto la necessità di non consentire una liberalizzazione delle tasse universitarie, perché un simile provvedimento non farebbe che peggiorare ulteriormente un quadro di per sé non esaltante. “Già ora – ha dichiarato Orezzil’Italia ha la tassa media più alta in Europa dopo la Gran Bretagna e i Paesi Bassi. Chi sostiene il contrario e inneggia a liberalizzazioni della tassazione mente sapendo di mentire. L’Italia invece continua ad essere ultima in Europa per numero di laureati ogni 100 abitanti, per mobilità sociale, per investimenti in istruzione pubblica e ultimissimi per investimenti nel diritto allo studio, mense e alloggi. Abbiamo però quasi il 50% degli universitari che sono costretti a trovare un lavoro per sostenere i costi degli studi e dopo tagli alle borse di studio e aumento delle tasse le immatricolazioni continuano a calare, in aperta controtendenza con gli obiettivi europei.”.

Stando così le cose, è ovvio che un ulteriore aumento delle tasse porrebbe un nuovo, forse invalicabile, ostacolo sul cammino di molti studenti. L’Udu pertanto è decisamente contraria a qualsiasi provvedimento che vada in tale direzione, e sempre Orezzi ha fatto sapere che chiunque pensi di risolvere i problemi dell’Università italiana aumentando le tasse probabilmente vive su un altro pianeta: secondo l’Unione degli universitari meglio sarebbe che l’intero mondo accademico italiano facesse fronte comune contro i tagli decisi negli anni passati, e che l’attuale ministro Profumo si facesse garante del mantenimento del limite del 20%, aprendo parallelamente un tavolo per discutere con tutti i soggetti coinvolti di una riforma della tassazione universitaria. Se non si procederà in questo senso, ha concluso Orezzi, ci sarà una mobilitazione in tutti gli atenei italiani, e il Governo dovrà prendersi le proprie responsabilità.

Google+
© Riproduzione Riservata