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6 marzo 2012

Profumo: persi 500 milioni all’anno, occorre spendere meglio

Nuove dichiarazioni del ministro Francesco Profumo: stavolta, la tribuna scelta dal titolare del ministero dell’Istruzione è stata un convegno svoltosi a Torino. All’ordine del giorno la cattiva gestione, secondo Profumo, delle risorse per la ricerca e di quelle per la coesione sociale nell’ambito dell’istruzione.

Le cifre messe sul tavolo dal ministro si riferiscono al settennato 2007-2013, non ancora concluso ma del quale si può già stilare un bilancio: i risultati sono, se non allarmanti, perlomeno molto negativi. La gestione non ottimale delle risorse a disposizione per la ricerca ha portato l’Italia a perdere, in tempi recenti, ben 500 milioni di euro ogni anno. Sono numeri che non possono certo far gioire, specialmente se si considera che quello della ricerca non è l’unico ambito in cui il nostro Paese, a parere di Profumo, spende male: alle politiche evidentemente sbagliate nella gestione dei fondi per la ricerca si devono aggiungere quelle, a quanto pare altrettanto fallimentari, relative all’uso delle risorse destinate alla coesione. Anche qui le cifre non sono di quelle che fanno sorridere: dice infatti Profumo che, stando ai dati, l’Italia si colloca “al 26/o posto per capacità di spesa dei fondi europei su 27 paesi, e il 27/o è la Romania.”.

Al di là delle nude cifre, che da sole già sono preoccupanti, i veri problemi per il nostro Paese potrebbero derivare dalle conseguenze della gestione sbagliata delle risorse denunciata da Profumo, conseguenze che si faranno sentire non subito ma nel medio e lungo periodo. Abbiamo detto medio e lungo periodo, ma le prossime scadenze sono in realtà più vicine di quanto si potrebbe pensare, e i rimedi vanno trovati ed applicati in tempi rapidi, altrimenti, sostiene il ministro, “nel settennato prossimo 2014-2020 le risorse non saranno neanche più potenzialmente nel nostro territorio a priori perché ci sarà una competizione tra i territori europei in termini di progettazione per poterle ottenere.”.

Come si esce, dunque, da una situazione come quella attuale? Profumo ha utilizzato, al riguardo, una metafora sportiva, dicendo che sarà compito del governo quello di allestire una palestra in cui l’Italia possa allenarsi per imparare a spendere meglio. Nessuna soluzione concreta, per il momento, ma una generica dichiarazione di intenti: visti i numeri molto negativi presentati al pubblico, era senz’altro lecito attendersi dal ministro qualcosa di più.

Certo, è vero che un convegno non è forse la sede ideale per discutere nei dettagli un eventuale progetto di legge, ma la vaghezza con la quale Profumo si è espresso fa legittimamente sorgere il dubbio che il governo non sappia bene in che direzione muoversi sul tema dell’utilizzo delle risorse economiche: ovviamente ci auguriamo che questa sensazione venga presto smentita, nell’interesse dell’Italia, anche perché, come ha ribadito lo stesso ministro, la situazione da difficile che è rischia davvero di diventare tragica.

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