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29 marzo 2012

“Romanzo di una strage” e nessun colpevole

La penna cinematografica di Marco Tullio Giordana, cerca di rappresentare una verità che la Giustizia  italiana probabilmente non è ancora stata capace di fare. Attraverso il suo nuovo film Romanzo di una strage, in uscita venerdì  30 Marzo  in 250 sale. Distribuito dalla o1 e prodotta dalla Cattleya ed in collaborazione con Rai Cinema.

Il film ripercorre gli avvenimenti che vanno dalla morte di Antonio Annarumma, agente di polizia caduto a 22 anni mentre prestava servizio durante una manifestazione indetta da due movimenti l’Unionone Comunisti Italiani ed il Movimento Studentesco, fino all’omicidio del commissario Luigi Calabresi. La parte fondamentale di questo film è la strage di Piazza Fontana.

Il 12 Dicembre 1969: è stata piazzata una bomba nella Banca Nazionale dell’ Agricoltura, in Piazza Fontana a Milano. Le vittime sono state 17, il quale proprio a  loro il regista ha voluto dedicare il film, e quasi cento feriti. Questa strage purtroppo ha dato il via ad uno dei periodi più sanguinari e difficili d’Italia, infatti questi lunghi anni sono stati denominati gli Anni di Piombo. Le indagini furono state affidate al commissario Luigi Calabresi,  fino al 17 Maggio 1972, data in cui fu assassinato dai militanti di estrema sinistra, membri di Lotta Continua.

Le indagini batterono da subito la pista anarchica, infatti uno dei  primi ad essere accusato fu Pietro Valpadra (nel film è interpretato da Valerio Mastandrea) facente parte del Circolo Anarchico 22 Marzo. Subito dopo l’esplosione Giuseppe Pinelli (interpretato da Pierfrancesco Favino) venne accusato e tenuto per ben 72 ore in Commissariato, per testimoniare e poter firmare un verbale di accusa nei confronti di Valpadra, sua vecchia conoscenza. Pinelli faceva parte del Circolo Anarchico Ponte della Ghisolfa, ma purtroppo visse fino al 15 Dicembre dello stesso anno, giorno in cui precipitò dal quarto piano della Questura di Milano. Furono fermate 80 persone tra cui 40 anarchici, ma ancora oggi è incredibile venire a conoscenza che non c’è nessun colpevole. Gli accusati sono stati tutti assolti e molti sono caduti in prescrizione.

Il titolo del film “Romanzo di una strage” è ancora una volta un omaggio di Giordana a Pier Paolo Pasolini, il quale il16 Novembre 1974 scrisse per il Corriere della Sera un articolo intitolato: “Che cos’è questo Golpe?“. Così affermava: “Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti di cui sono resi colpevoli. Io so. Ma non ho le prove”. Perché un intellettuale eccelso come lui sapeva e intuiva chi si era macchiato di sangue, ma non poteva dirlo perché non aveva i mezzi per provare ciò che affermava. Pasolini è stato infatti uno dei conduttori dell’ anti-politica, dopo il boom economico degli anni ’60 la strage di Piazza Fontana apre una sfiducia mai chiusa nei confronti della politica. L’articolo l’anno seguente fu aggiunto alla raccolta de “I Scritti Corsari” intitolato: “Romanzo delle stragi”.

Come scrive Demetrio Paolin nel suo libro Una tragedia Negata: “Quella di Piazza Fontana è una rivelazione inaspettata quanto inaudita, un’apocalissi vera e propria, a partire dalla quale niente sarà più come prima: l’Italia, e con lei ognuno di noi (un noi che arriva a lambire anche il presente) cambia il proprio modo di vedere e di osservare. È una questione di sguardi, di occhi e di visione.”  

Ci sono voluti circa venti anni per avere il coraggio di guardare indietro e rendersi conto di tutto quello che era successo, da lì una proliferazione di libri e film ambientati in quel terribile periodo con la necessità repellente di raccontare. Fino ad oggi con il film di Giordana che vale la pena di prenderlo davvero in considerazione.

 

  

 

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