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3 marzo 2012

Se tutti quanti vogliono, loro possono

“La vita è un po’ come il jazz… è meglio quando s’improvvisa” disse George Gershwin, compositore, pianista e direttore d’orchestra statunitense. Sarà forse perché ogni nota rappresenta una magica unicità, o perché i musicisti accarezzano i loro strumenti con la mano di Dio, ma sta di fatto che ascoltare questo suono allevia lo spirito al ritmo della passione.

Così, per chi ama il jazz, il Sant Louis College of Music invita tutti gli appassionati lunedì 5 marzo, a partecipare ad uno stimolante mesterclass, presso l’Auditorium Parco della Musica, con il superlativo Scott Colley e il grande batterista Antonio Sanchez.

Nella stessa giornata, Enrico Pieranunzi presenterà il nuovo disco Permutation, registrato per la Camjazz, con i due artisti, rinnovando se stesso e il suo stile. Non è infatti fortuito il titolo Permutation, “permutazione”, che allude all’attuale fase sperimentale e innovativa, rivolta verso nuove forme compositive d’improvvisazione. Il fortunato trio non delude già nella sala d’incisione, ottenendo eccellenti risultati. Per chi sfortunatamente non conoscesse questi astri musicali, ecco il loro biglietto da visita, tutt’altro che banale:

Scott Colley, nato a Los Angeles nel 1963, comincia ad avvicinarsi alla musica suonando il contrabasso già dall’età di undici anni. Esercitandosi coi dischi di Paul Chambers e Cherles Mingus, viene seguito da Monty Budwig, storico contrabbassista jazz della West Coast. Nel 1986, dopo aver ricevuto una borsa di studio per accedere al California Institute for the Arts, incide con Carmen MecRae e propone lunghe e ricche tournée. Nel 1988, dopo aver conseguito la laurea, si trasferisce a New York, iniziando a collaborare con Dizzy Gillespie, Clifford Jordan, Roy Hargrove e Art Farmer, per poi consacrare il suo talento sulla scena newyorchese. Dal 1996 al 1998 partecipa tours con una band comprendente Joe Lovano, Jim Hall e Yoron Israel, e con un gruppo che vanta la presenza Toots Thielemans, Bobby Hutcherson, Billy Hart e Kenny Werner.

Sono più di novanta i dischi attualmente composti dall’artista e moltissime collaborazione con mostri del genere come Pat Metheny, Mike Stern, Michael Brecker, Greg Osby, Bill Stewart, Edward Simon e Roy Haynes.

Al suo fianco troviamo Antonio Sanchez, nato in Città del Messico: a soli cinque anni inizia a suonare la batteria, a dieci è già un professionista. Dopo essersi diplomato con lode in Musica Jazz, Antonio ottiene una borsa di studio per un master universitario in Improvvisazione Jazz al Conservatorio New England di Boston, pochi mesi dopo, Paquito D’Rivera chiama il professore di Sanchez, Danilo Perez, per una segnalarlo come candidato favorito al ruolo di batterista nell’Orchestra United Nation di Dizzy Gillespie, partecipando alla tournée.

In seguito, nel 1997, Perez invita Sanchez a far parte del suo trio che ricevendo una nomination per il Grammy Award con l’album Motherland. La sua partecipazione alla tounée giunse anche alle orecchie del leggendario chitarrista Pat Metheny che invitò Sanchez a suonare nel Pat Metheny Group come batterista. Il Gruppo ha registrato due album dall’arrivo di Sanchez. Il primo, Speaking of Now vinse un Grammy Award nel 2003 per la categoria Best Contemporary Jazz Album.

Secondo Nat HentoffPieranunzi è un pianista di intenso lirismo, in grado di swingare con energia e freschezza e, nello stesso tempo, di non perdere mai la sua capacità poetica. La sua musica canta”. Nato a Roma nel 1949, Enrico Pieranunzi è uno dei protagonisti più apprezzati della scena jazzistica internazionale, che è riuscito a registrare più di 70 Cd, spaziando dal piano solo al trio, dal duo al quintetto e collaborando, in concerto o in studio d’incisione, con Chet Baker, Lee Konitz, Paul Motian, Charlie Haden, Chris Potter, Marc Johnson, Joey Baron.

Pluripremiato come miglior musicista italiano nel “Top Jazz”, annualmente indetto dalla rivista “Musica Jazz” (1989, 2003, 2008), e come miglior musicista europeo (Django d’Or, 1997) Pieranunzi valica i confini del Belpaese a partire dal 1982, sguinzagliando la sua arte per le città degli Stati Uniti.
Un appuntamento da non perdere…so stay jazz stay real!

 

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