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24 marzo 2012

“The Abramović Method” al PAC di Milano

Marina Abramović una delle più importanti e stimate artiste di arte contemporanea nel campo della Performance Art, è un’icona contemporanea di ogni forma di espressività legata al corpo. I suoi lavori esplorano la relazione tra chi fa la performance e il pubblico, coniugando e amalgamando i limiti predisposti dal corpo umano e le innumerevoli possibilità espresse dalla mente.

Nel passato si è esibita per 40 insolite performances. Fra i tanti premi ricevuti, il leone d’oro alla Biennale di Venezia nel 1997. L’Italia è una terra  particolarmente amata dall’artista, infatti a Bologna nel 1977  con il fidanzato Ulay costituì la prima performance fuori dal suo paese, dove ,nudi, stavano in una porta attraverso la quale dovevano passare gli spettatori. Ora proprio a Milano ha deciso di proporre il suo nuovo lavoro: The Abramović Method. Dal 21 Marzo al 10 Giugno 2012 le performances avranno luogo al Padiglione di Arte Contemporanea, ospitata dalla Fondazione Furla.

In esclusiva dal 21 al 24 Marzo la performance sarà diretta dall’artista stessa, in seguito la mostra verrà condotta da un gruppo di studenti dell’ Accademia di Bera. La performance per essere un’arte completa ha bisogno della partecipazione dello spettatore che entra a far parte della prestazione stessa. Infatti proprio come ha affermato la Abramović: “La cosa più importante per un’artista è che deve lasciare una buona idea di sé. E per me, il Metodo Abramović è qualcosa che voglio lasciare, il mio lascito, la mia eredità.”

Ogni giorno potranno partecipare 4 gruppi di 21 persone, in cui potranno quindi conoscere e seguire da vicino il Metodo Abramović, sperimentando le sue installazioni interattive, con la possibilità di sedersi tra materiali preziosi come il quarzo, l’ametista e la tormalina. L’obiettivo è di lasciare spazio alle emozioni che affiorano lente.

In mostra per la prima volta anche la monumentale installazione di “The Artist is Present” effettuata al  MOMA di New York nel 2010. La  performance retrospettiva più lunga della storia, in cui l’artista si è vista, per 700 ore distribuite in 7 ore giornaliere, seduta senza mai muoversi di fronte a chi avesse voglia di sedersi. Sono stati in 1.767 a proporsi al suo cospetto. Molte persone sono rimaste per lunghe ore e ripetutamente davanti a lei, a volte ci sono stati momenti di profonda commozione da parte di chi partecipava e tutto questo in assoluto silenzio.  In una città e in un mondo dove si da troppa attenzione al superficiale, l’artista serba ha saputo creare uno spazio dove ci si possa guardare negli occhi e concedersi del tempo.

In contemporanea, nella Galleria Lia Rumma a Milano, Marina Abramović presenta: With Eyes Closed I See Happiness. Sono esposte 14 sculture, il quale sono calchi della testa dell’artista, posti su piedistalli di vetro e attraversati da cristalli di quarzo. Esposte insieme ad opere fotografiche di grandi dimensioni, dove sono scandite le fasi di concentrazione che l’artista impiega per raggiungere uno stato di profonda meditazione.

Per prenotarsi chiamare il: 02 54915.

 

 

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