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8 marzo 2012

Tintoretto alle Scuderie del Quirinale, una mostra dionisiaca

Tintoretto

Si tratta di un evento senza precedenti. Dal 25 febbraio al 10 giugno le scuderie del Quirinale ospitano la prima vera mostra monografica sul Tintoretto, rassegna voluta e organizzata da Vittorio Sgarbi.
Jacopo Robusti, detto il Tintoretto perché figlio di un tintore di panni, è l’unico tra i più importanti e innovativi pittori del Cinquecento a non avere avuto dedicata finora una vera e propria mostra monografica.
Le opere esposte, una cinquantina, sono divise in ritratti, soggetti religiosi e mitologici.
La mostra si apre e conclude con due autoritratti, quello giovanile del 1546-1547 circa, conservato a Londra al Victoria and Albert Museum e quello senile del 1587, conservato a Parigi al Musée du Louvre.
Nei suoi ritratti emerge una particolare attenzione agli aspetti morali e psicologici del personaggio rappresentato, tanto da porne in secondo piano i caratteri fisici.
Al primo piano sono esposte le opere religiose, al secondo i ritratti e i soggetti mitologici e profani.
La prima sala accoglie un’opera di grande impatto visivo, anche per le notevoli dimensioni cm.415 per 541, Il Miracolo dello Schiavo liberato (Venezia, Gallerie dell’Accademia), dipinto nel 1548 per la Scuola Grande di San Marco. In questa tela appare evidente non solo l’interesse per i motivi architettonici e per l’impianto teatrale della composizione, ma anche la volontà di accentuare la tensione drammatica dell’azione attraverso la gestualità delle figure.
“Il più terribile cervello che abbia mai avuto la pittura”, così Giorgio Vasari definì colui che per primo riuscì, nella Venezia del Cinquecento, ad affrancarsi dal mito di Tiziano proponendo una pittura collegata all’attività di artisti come Bonifacio de’ Pitati e il Pordenone che, tralasciando i consueti canoni della bellezza veneziana, impose una linea di forte e nitido realismo, ripresa da artisti come il Caravaggio.
Tintoretto costruiva ognuna delle sue opere come se si trattasse della scena di un teatro. Lui, prima di dipingere, creava nel suo atelier dei modellini in cera o in creta e li illuminava con le candele per studiare l’angolazione delle luci. Fu il primo, infatti, a introdurre delle fonti luminose all’interno del quadro.
Il secondo piano ospita la tela del 1557 circa raffigurante Susanna e i vecchioni, conservata al Kunsthistorisches Museum di Vienna. L’opera tradisce l’interesse per ambientazioni suggestive e fantastiche e per la tessitura luministica. Il corpo setoso della donna affiora dall’oscurità del giardino rimbalzando su ogni oggetto presente.
Interessante è la sezione dedicata al mondo artistico con cui Tintoretto si confronta. In questa sala sono presenti non solo opere di maestri veneti, ma anche grandi artisti europei che si sono ispirati alla scuola veneta, come l’ olandese Lambert Sustris ed El Greco, spagnolo di origine cretese.
La mostra monografica dedicata al Tintoretto nelle Scuderie del Quirinale rientra nel progetto di rivalutazione dei grandi artisti che hanno contribuito a rendere sublime e degna di nota nel Mondo l’arte italiana: Botticelli, Antonello da Messina, Bellini, Caravaggio, Lorenzo Lotto e Filippino Lippi.
info
Orari: domenica – giovedì 10.00 – 20.00, venerdì e sabato 10.00 – 22.30, chiuso il lunedì.
L’ingresso è consentito fino a un’ora prima dell’orario di chiusura
Ingresso: intero € 10,00 intero, ridotto € 8,50
Info: tel. 06 39967500 ; www.scuderiequirinale.it

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