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2 marzo 2012

Valeria Solarino: una “signorina” non proprio d’altri tempi

Dal 2 al 7 marzo per la rassegna “Donne l’altra metà del cielo della Stagione 2011-2012 dello Stabile di Catania”, al Teatro Ambasciatori andrà in scena La Signorina Giulia di August Strindberg con Valeria Solarino e Valter Malosti, che ne cura anche la regia.

Molto attesa l’attrice Valeria Solarino, che al cinema deve molto ma che questa volta si cimenterà a teatro.

Molti sono stati infatti i ruoli affidati all’attrice, da Maja in Fame chimica, la provocante ragazza che intacca la profonda amicizia di due carissimi amici; la ricordiamo in Viola di mare, che la vede come protagonista di una storia d’amore omosessuale e per sopravvivere allo scandalo si finge un uomo; Vallanzasca, nei panni di Consuelo la prima donna del famigerato Vallanzasca; e Manuale D’amore 3 nel ruolo di Sara, abbandonata dal suo uomo ad un passo dal matrimonio.

Con alle spalle un vasto elenco di personaggi, la Solarino è spesso identificata come un’attrice pregna di personalità eterogenea  e questo lo dimostra soprattutto con La Signorina Giulia, interpretata per il teatro.

Giulia è una graziosa contessina che vive in Svezia intorno alla metà del fine ottocento, ovattata nella tipica società che non accetta la parità tra classi sociali e in cui vi è una forte disparità e conflitto tra maschile e femminile.
“La Signorina Giulia” è una tragedia pubblicata da Seligmann nel 1888, nonostante gli innumerevoli tagli della censura della contemporanea società svedese, l’opera viene considerata il gioiello che assicurò una grande notorietà in tutto il mondo allo scrittore.

La vicenda prende vita durante una notte di mezza estate nella cucina della villa di un conte di una cittadina, la scandalosa contessina Giulia seduce l’ambizioso servitore Jean trasgredendo ogni regola di buon comportamento, tale libertà costerà cara alla contessa che come ogni tragedia ottocentesca che si rispetti, sarà indotta al suicidio.

Valter Malosti regista ma anche interprete del ruolo di Jean, si discosta volutamente dal naturalismo dichiarato da Strindberg per sottolineare aspetti più simbolici, questo verrà notato già dalla rappresentazione scenica del mondo della signorina Giulia, un mondo quasi “infero”.
Grazie anche alla scenografia di Margherita Palli, che sottolinea un atmosfera dannata. Soprattutto quando Giulia scende nel piano dalla servitù quasi a sottolineare la “discesa nell’inferno”, suggestivo è proprio questo ambiente che è su un piano inclinato e dotato di porte e finestre oblique.

Resta Giulia la vera chiave del dramma, con la sua personalità forte, come ci spiega anche Valeria Solarino: “Giulia è una figura complessa e completa che esprime caratteristiche maschili e femminili: è’ predatrice come potrebbe essere un uomo, ma anche fragile, desiderosa di affetto e di amore come una donna. A volte non trovo una logica in quello che fa o dice e l’accetto così com’è”.

Quindi, cosa aspettate!? Dal 2 al 7 marzo presso Teatro Ambasciatori di Catania.

Un dramma da non perdere e una donna non proprio d’altri tempi!

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