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31 marzo 2012

Valore legale della laurea: il no di Uniba all’abolizione

Il Senato Accademico Uniba dice la sua in merito al sondaggio online promosso dal MIUR sul valore legale del titolo di laurea. Decide di farlo a gran voce, attraverso una mozione.

Da giorni, oramai, si susseguono polemiche circa la formulazione dei quesiti del sondaggio -e delle relative risposte- a detta di molti, predeterminata in direzione di un unico esito, quello dell’abolizione del valore legale del titolo di laurea. Un sondaggio, insomma, che non lascerebbe spazio alla libera manifestazione delle proprie opinioni, a quelle idee in disaccordo con le palesi intenzioni del Governo.

Dopo la denuncia dei ricercatori della Rete29Aprile raccolta qualche giorno fa da controcampus, è ora il  Senato Accademico dell’Università di Bari ad esprimere perplessità sul metodo di consultazione proposto. Non solo, manifesta chiaramente la propria contrarietà in merito all’abolizione del valore legale del titolo di laurea, aprendo una riflessione sull’intera situazione universitaria italiana.

Il questionario, spiega il Senato Accademico nella mozione, rivela un percorso già predeterminato che rende difficoltosa, se non talora impossibile, una libera manifestazione di opinione.

E’ poi la volta della problematica inerente l’Università italiana. Preoccupazione nei giovani e nei loro genitori, scoraggiati nell’investire negli studi universitari: sono queste le conseguenze di una modalità di riflessione “non sistematica e priva di organicità”, che non deve prendere avvio da presupposti come il controverso sondaggio on line. Vorrebbe dire, infatti, affrontarla “in aperto contrasto con le direttive dell’Unione Europea che richiede agli Stati di favorire e promuovere l’accesso alle Università per il necessario innalzamento del numero dei laureati in vista del 2020”.

La denuncia termina con una esplicita posizione di contrarietà all’abolizione del valore legale del titolo di laurea, quale inefficace “elemento salvifico” di un momento di difficoltà che investe il Paese, auspicando, al contempo, l’apertura di un dibattito che coinvolga le Facoltà, i Corsi di laurea e il Consiglio degli studenti.

E’ l’auspicio di tutti. E’ la richiesta di uno strumento che dia reale spazio alle opinioni dei cittadini, estraneo ad ogni sentore di ambiguità: un segnale di trasparenza e correttezza a cui le istituzioni non possono tirarsi indietro.

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