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13 marzo 2012

Vicenza: Classici Contro al Teatro Olimpico

L’elogio della ricchezza; i pensieri delle donne; il Dio Denaro. Sono alcuni dei titoli – provocatori e legati a temi di stretta o drammatica attualità – dei Classici Contro, il progetto che in una serie di eventi incrocia performance letterarie, teatrali, filosofiche e musicali nella maestosa cornice del palladiano Teatro Olimpico di Vicenza e del vicino Salone d’Apollo delle Gallerie d’Italia a Palazzo Leoni Montanari.
Due appuntamenti in prima serata (Venerdì 13 aprile e venerdì 20 aprile, ore 20.30) anticipati da tre incontri pomeridiani (venerdì 23 marzo, venerdì 30 marzo e venerdì 20 aprile, ore 17.15) per ascoltare la voce critica dei Classici contro con cui posare lo sguardo sull’oggi e interrogarsi sul futuro. Classici contro è un’idea che nasce dal contatto inedito tra due parole che non stanno mai insieme. Suonano un po’ come un ossimoro o un paradosso perché i classici li sentiamo come l’istituzione, come un qualcosa di immobile, un punto di riferimento sicuro. E invece i classici, con un rovesciamento delle credenze e degli stereotipi, nella loro diversità e lontananza sono motore potentissimo del pensiero.

Il progetto nasce all’Università Ca’ Foscari di Venezia da un’idea di Alberto Camerotto e Filippomaria Pontani, docenti del Dipartimento di Studi Umanistici dell’ateneo veneziano, insieme all’Associazione italiana di cultura classica di Venezia, al Centro Studi ‘Antropologia e mondo antico’ dell’Università di Siena,  al Liceo classico ‘Antonio Pigafetta’ di Vicenza e all’Assessorato alla Cultura del Comune di Vicenza. L’evento si intreccia anche con cafoscariletteratura, il neonato filone culturale dell’ateneo dedicato alle attività letterarie.

E’ il denaro – e col denaro il potere – il tema attorno al quale gli spettatori saranno chiamati a riflettere attraverso le parole e le performance teatrali e musicali di Classici Contro. La vera e unica risorsa è il pensiero, antico e moderno insieme, la capacità di guardare lontano nel passato e nel futuro. E insieme a questo la consapevolezza di essere cittadini che contribuiscono insieme al bene comune.

L’ouverture della prima serata – L’elogio della ricchezza, venerdì 13 aprile – sarà affidata al prologo del poeta e scrittore vicentino Fernando Bandini, gli interludi musicali proporranno le note del Bach Guitar Duo per affrontare il tema del denaro rovesciando i luoghi comuni proprio nel tempo di una crisi che ci mette in difficoltà e che sembra a tratti senza rimedio. Con la voce di Alessandro Grilli dell’Università di Pisa, Aristofane ci mostrerà cos’è senza veli la ricchezza, quali sono i suoi limiti e le sue perversioni. Il filologo classico Filippomaria Pontani farà parlare Demostene, che ci argomenterà com’è fatta una democrazia di cittadini e non di potenti e di sudditi, proprio cominciando dalle tasse, un bene, una virtù, una risorsa morale contro tutti i pensieri più egoistici e fallimentari. Il filosofo del linguaggio Luigi Perissinotto metterà in luce, giocando tra le parole di Wittgenstein e di Socrate, le potenzialità e i problemi della relazione sempre difficile tra potere, fama, ricchezza e libero pensiero degli intellettuali. Mantenere questa libertà è indispensabile, ma è sicuramente un’impresa.

Venerdì 20 aprile, nel pomeriggio all’Odeon del Teatro Olimpico, alcuni classicisti si incontreranno e discuteranno sulla questione che sta all’origine dei Classici contro, una tavola rotonda aperta a tutti, agli studiosi, ai cittadini, ai giovani, una boule per pensare e decidere.

L’appuntamento serale all’Olimpico – Le donne, gli dei, gli uomini – avrà per tema il pensiero molteplice e differente, il pensiero critico degli antichi per la polis moderna, introdotto da Alberto Camerotto: il pensiero diverso delle donne che, attraverso le parole di Anna Beltrametti dell’Università di Pavia, diventa la soluzione (im)possibile; la paradigmatica mutevolezza del dio Vertumnus che diventa la performance a due voci di Maurizio Bettini e Luigi Spina con i gesti e i movimenti di Francesco Puccio. Anche gli dei del passato ci possono aiutare. Tra le parole, a sottolineare l’inquietudine, le note del flauto di Federica Lotti. Per il gran finale calcherà il palco dell’Olimpico l’attore David Riondino che metterà in scena un altro dio, ancora più sfuggevole, onnipotente, onnipresente, terribile nel suo perseguitarci di giorno e di notte: il fin troppo idolatrato dio Denaro.

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