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6 aprile 2012

30 e lode per il boss

Un caso di buona condotta tra le sbarre e un’insolita e imprevista passione per lo studio sembra aver colpito il boss mafioso Cristoforo Cannella, 51 anni, detto ”Fifetto”, che iscritto regolarmente alla  facoltà di Scienze politiche, presso l’Università della Tuscia di Viterbo, ha conseguito un 30 e lode all’esame d’ inglese direttamente dal carcere di Opera di Milano, collegato in video conferenza.

Già, perché le condizioni giudiziarie non permettono che possa recarsi in facoltà per sostenere gli esami, né tanto meno poter ricevere la commissione direttamente in carcere. Ha iniziato i suoi studi con un rendimento sempre costante e ad alti livelli e il traguardo per la triennale sembra essere alle porte, quattro o cinque gli esami mancanti e l’intenzione è quella di proseguire con la specialistica.

Peccato..se avesse avuto questa determinazione fuori da quelle mura, se avesse intrapreso una vita degna di essere vissuta, probabilmente un percorso di studi eccellente come questo sarebbe stato festeggiato e ogni risultato positivo ottenuto preso da esempio ma impossibile congratularsi con chi ha macchiato la sua esistenza con un omicidio e partecipato in modo attivo alle “piacevoli cerimonie” della malavita.

Caso che sottolinea come nelle carceri la vita si svolga ormai in modo non del tutto dissimile dalla realtà che c’è fuori e qualcuno più di una volta si è già chiesto se sia lecita o meno tale disposizione. Meglio non affrontare la questione. Pensare però che la cultura si diffonda anche in quei posti così macabri è una piccola rivincita, legittimare l’istruzione per chi non merita la libertà.

Cristoforo Cannella sta scostando i suoi 30 anni di reclusione per l’uccisione di Giuseppe Di Matteo, figlio di un altro ben noto boss mafioso Santino, avvenuta nel gennaio del 1996. Il corpo del piccolo era stato immerso nell’acido muriatico – scena che al solo pensiero fa rabbrividire – .

Che la reclusione possa incentivare la ricerca per qualcosa di costruttivo e che distragga corpo e mente è ciò che conviene auspicare ma con molta probabilità da un boss non è così facilmente ponderabile, perciò sorprende; il tempo di certo non gli mancava, poteva prendersela con comodo e chissà, forse qualche studente potrebbe addirittura “invidiare la sua costanza” e il fatto di non trovarsi fuori corso. Non mi sento di consigliare ovviamente quest’esperienza per recuperare il tempo perduto e sottoscrivo che la classica “chiusa” prima degli esami – quella un po’ più legale e familiare – è di gran lunga la migliore.

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