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12 dicembre 2012

Esame avvocato, primo giorno. La parola agli aspiranti avvocati. “Il solito terno al lotto!”

Si è conclusa nella serata del 11 dicembre,  la prima giornata dell’esame avvocato per l’abilitazione alla professione forense 2012 tenutosi presso le blindatissime sedi e aule

Esame avvocato

Esame avvocato

Parliamo della nota redazione del parere di diritto civile.

Queste le tracce:

Traccia 1 – Caio, cliente da anni della banca X riferisce di aver versato alla stessa, dopo la chiusura di alcuni rapporti di conto corrente con essa intrattenuti fra il 1994 e il 2008, l’importo comprensivo di interessi computati ad un tasso extralegale, e capitalizzati trimestralmente per parte della durata dei suddetti rapporti e successivamente capitalizzati annualmente. Il candidato assunte le vesti del difensore di Caio, rediga motivato parere sugli istituti e su problematiche sottese alla fattispecie soffermandosi in particolare sulla eventuale prescrizione dell’indebito, sull’anatocismo e sulla pattuizione inerente tasso di interesse passivo.

Traccia 2 – Alla morte di Mevia in Roma, si apre la successione fra i coeredi Tizio Caio e Sempronio figli della stessa. Tizio e Caio ritengono che l’eredità della madre debba dividersi secondo legge stante l’assenza di volontà testamentaria. Sempronio per contro, rivela l’esistenza di un testamento olografo in suo possesso redatto dalla madre, con il quale la stessa destina alcuni beni indivisamente ai tre figli, assegnandone altri ai singoli coeredi prevedendo altresì un prelegato a favore di sempronio avente ad oggetto l’acquisto di un appartamento nella zona di Roma che “Sempronio Preferisce” e l’acquisto di un servizio di posate in argento.
Gli altri figli di Mevia avanzano dubbi sulla autenticità del testamento. Assunte le vesti del difensore di Tizio e Caio il candidato formuli motivato parere illustrando gli istituti e le problematiche sottese alla fattispecie soffermandosi in particolare sulla validità del prelegato per come previsto dalla testatrice e sulle relazione fra l’istituto del prelegato l’eventuale azione di riduzione per lesioni.

E’ ora, la volta del parere di diritto penale e della prova di amministrativo. – Centinaia gli aspiranti avvocati che, fin dalle primissime ore del mattino, si sono raccolti davanti alle aule e nei corridoi delle sedi in cui si tiene l’esame d’avvocato, al solito, gremitissime di giovani speranzosi, agitatissimi, pronti a dare prova della loro passione e preparazione. Camminano nervosamente, in un andirivieni continuo, telefonini all’orecchio, codici sotto braccio e genitori al seguito, tesi e caricatissimi come e forse più di loro.

Alcuni si appartano per ripetere, altri chiacchierano, altri ancora buttano un occhio ad internet a caccia di succulente anticipazioni dell’ultim’ora.

Ma alle 11.15 sono già tutti ordinatamente schierati nei loro banchetti, curvi sul foglio. La Commissione ha aperto le buste. Si comincia.

Sette ore di religioso silenzio. Una folla ansiosa si accampa intorno alle aule. Genitori, parenti, accompagnatori vari si allungano sulle punte dei piedi. Sbirciano. Si scambiano commenti. Fanno gli scongiuri (non si sa mai!). In generale ammazzano il tempo.

All’uscita, come prevedibile, tutti sembrano avere un’aria piuttosto bastonata. I visi lunghi sono tanti. Non c’è voglia di parlare. La maggior parte infila il telefono all’orecchio e scappa via. Eppure noi della redazione riusciamo a “placcare” qualcuno.

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Gli umori si dividono. Polemiche e smentite si accavallano repentine. Una ragazza, Paola, commenta:

“È il solito terno al lotto. Spero sia andato bene. La valutazione dipende dall’indirizzo della commissione incaricata della correzione. Qui oltre il 50% dei partecipanti è al secondo tentativi (i più “fortunati”). I tempi come noto sono assai dilatati, soprattutto gli orali che possono slittare di mesi a seconda della calendarizzazione, specie per chi ha presentato il certificato medico. Sappiamo che gli orali dell’anno scorso si concluderanno a marzo 2013. Alcuni nel dubbio hanno rifatto lo scritto quest’anno. Le tracce non sembravano granché difficili, ma non è quello il problema. È tutto legato al giudizio della commissione. La difficoltà è la stessa degli anni scorsi, secondo me. I controlli al solito sono stretti, ma non certo soffocanti come qualcuno racconta. La commissione, per dire, è composta da persone molto qualificate. Mio marito l’anno scorso è caduto sul penale, totalizzando 20 punti. Ma può capitare, non c’è da abbattersi”.

Di ben altro tenore, invece, il giudizio di Rocco: “Le tracce non erano senz’altro facilissime. C’erano diversi passaggi e agganci tra varie strutture giuridiche. C’era da lavorarci in abbondanza. Questa è la mia seconda volta e rispetto all’anno scorso si equivalgono. È più questione di preparazione o di fortuna? È sicuramente un terno al lotto. Poi ci sono voci di corridoio secondo cui se la scrittura è poco leggibile non vanno avanti nella lettura, o anche se è troppo lungo e complesso. Dicono “non è riuscito ad essere sintetico”. Ma sono voci, noi non possiamo saperlo. Di recente poi sono usciti i risultati dell’ultimo concorso in magistratura e c’erano prove considerate idonee dove mancava l’accento sulla e, oppure errori nell’andare accapo”.

E alla domanda “Hai critiche da muovere al sistema d’esame?”, il giovane risponde seccamente:

“Al nostro senz’altro. Si diceva fosse l’ultimo anno in cui gli studenti italiani erano ammessi per fare la prova in Spagna. Per loro è un business non indifferente, parliamo di un esame che consiste nel mettere crocette. È un imbuto al contrario, e questa è una cosa da gestire diversamente. Già durante il governo Prodi si parlava di liberalizzare l’esame, ma per ora non se n’è fatto nulla”.

Sono vere le voci che parlano di controlli spietati? “Spietati no, ma sono stati costanti. Rispetto all’anno scorso non c’era il metal detector, ma anche l’anno scorso non lo sentii mai suonare, credo fosse spento. Penso servisse più che altro a disincentivare i furbi. I controlli ci sono stati nel senso che l’aula non era mai priva di addetti alla vigilanza. Ma non è successo che venissero a frugarci addosso oppure a vedere se parlavamo col collega accanto. Almeno quello…”.

Polemico, ma lucidissimo, il parere delle aspiranti avvocatesse, Nunzia e Claudia, che confermano la sensazione, condivisa dai più, di un sistema d’esame, quello italiano, farraginoso e complesso (per alcuni addirittura “pilotato”):

“Le tracce erano complicate, nel senso che ognuno le ha interpretate a modo suo. Ma erano comunque fattibili. L’accoglienza è stata cordiale, ci hanno messo a nostro agio e possiamo smentire la favola della vigilanza rigida. Quanto al discorso fortuna/bravura, la fortuna può avere senz’altro un peso decisivo, anche se la preparazione è molto importante. Di sicuro il nostro è un sistema per certi versi “vessatorio”, frustrante, perché se non riesci subito ad abilitarti sei costretto a rimanere disoccupato anche oltre i trenta. Insomma va rivisto. Pensate a tutti quelli che cercano la “scorciatoia spagnola” (in Spagna non serve nessun esame di abilitazione, basta fare un test a risposta multipla, qualcosa come 20 quesiti), coi termini per l’omologazione del titolo di “abogado” che sono stati prorogati fino al 2013. Che poi molti non ci pensano ma è una fregatura, perché devi conoscere lo spagnolo per bene, i tempi per il riconoscimento del titolo sono lunghi (dagli 8 ai 12 mesi), e poi devi esercitare per tre anni in Italia con titolo di “Abogado”, che se vogliamo è un marchio di infamia perché ti ridono dietro non solo i clienti ma anche gli altri avvocati come te che si accorgono subito che sei ciuccio. Purtroppo resta il fatto che andrebbe snellita tutta questa macchina selettiva, perché, non dimentichiamolo, il nostro è il Paese in Europa che conta il numero di avvocati più alto del continente. Il numero chiuso a giurisprudenza tanto per cominciare sarebbe una manna. Ma le soluzioni vanno studiate per bene”.

Da segnalare un mormorio piuttosto “molesto”, riferitoci da un gruppetto di ragazzi al termine della giornata, che vi invitiamo a ponderare col dovuto scetticismo: i suddetti,  presenti all’accaduto, giurano di aver visto la figlia di un noto avvocato, impegnata anch’ella nella prova, uscire e rientrare in aula con il foglio della prova miracolosamente compilato da qualche “mano misericordiosa”.

Anche se i più, va detto, giurano sull’assoluta serenità e regolarità della prova.

Matteo Napoli & Francesco Ienco

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