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7 dicembre 2012

Esame d’Avvocato, “così l’ho superato”: consigli pratici

Esame Avvocato
Esame d'Avvocato

Esame d’Avvocato

Esame d’Avvocato, “così l’ho superato”.

L’Avvocato Toriello ci racconta la sua esperienza.

“Per superare la prova scritta dell’Esame d’Avvocato “occorra una buona dose di fortuna”.

“Esistono enormi disagi che i candidati dovranno affrontare, aule sovraffollate, poco spazio per scrivere, e perciò anche la concentrazione ne risente”.

“Le nuove questioni giuridiche rappresentano un’opportunità per i giovani avvocati.” 

Martedì 11 dicembre, mercoledì 12 e giovedì 13 sono i giorni prescelti per lo svolgimento delle prove scritte dell’Esame di abilitazione all’esercizio della professione forense.

Ecco i consigli pratici da seguire.

Prova temuta e criticata da buona parte degli addetti ai lavori che non la ritiene idonea per selezionare i giovani laureati.

Fatto sta che si tratta di un passaggio obbligato per gli aspiranti “Principi del Foro”. Per l’occasione, incontriamo l’Avvocato Toriello membro anche del Consiglio Direttivo di AGAS, col quale poco meno di un mese fa avevamo parlato degli anni passati all’Università di Salerno, delle difficoltà incontrate durante il percorso che ha portato alla Laurea Magistrale in Giurisprudenza, gli anni della Pratica Legale presso lo Studio di un Avvocato.

Esame d’avvocato: ecco come superarlo: consigli pratici dell’avvocato Toriello

Immagino che durante gli anni di Pratica Legale non sia stato semplice trovare anche il tempo per studiare per prepararsi alle prove di abilitazione.

“In realtà una vera e propria preparazione degli esami di Avvocato l’ho svolta solamente nei sei mesi antecedenti all’esame scritto. L’assurdità dell’Esame d’Avvocato (o meglio, della sua “parte” scritta) è che nei due giorni di redazione dei pareri (civile e penale) vengono svolti degli elaborati che non c’entrano assolutamente nulla con la pratica effettuata nei 24 (ora 18) mesi! Questi pareri somigliano molto di più a dei temi “aperti” su una questione giuridica. Diverso è l’atto giudiziario da redigere il terzo giorno che, invece, interessa questioni affrontate durante la pratica.”

Ti hanno condizionato le voci negative che ci sono su quest’esame? Addirittura si dice che devi considerarti fortunato già per il semplice fatto che ti correggano lo scritto.

“La fortuna, a mio parere, costituisce una buona percentuale nel superamento degli scritti. Questi vengono corretti da Commissioni di Corti d’Appello esterne (dunque di altre Regioni), ma succede, non di rado, che vengano bocciate delle persone assolutamente meritevoli e che svolgono la professione già da diverso tempo, in modo assolutamente meritorio. Io stesso conosco Colleghi dalle straordinarie capacità che non sono ancora riusciti a superare l’esame scritto. Dunque, la fortuna è sicuramente una componente fondamentale in tal senso.”

Prova scritta: come superare l’esame di avvocato al primo tentativo

“Non ho superato l’esame d’avvocato al primo tentativo, ma al secondo (e, dunque, la fortuna al secondo tentativo non mi ha voltato le spalle!). I tre giorni della prova scritta forse sono paragonabili ad un girone dantesco dell’inferno! Le aule di Giurisprudenza dell’Università sono stra – piene di persone (per far meglio comprendere, le aule hanno la stessa quantità di persone presente ai corsi di Giurisprudenza del primo anno!), dunque giocoforza, è veramente complicato concentrarsi esclusivamente sulla redazione dei pareri e dell’atto giudiziario. Tra l’altro, la ristrettezza delle aule e dei banchi non aiuta: a volte è difficilissimo persino riuscire a scrivere vista la minuscola porzione di banco assegnata!”

Cosa consigli ai ragazzi che si apprestano a sostenere le prove scritte ed orali?

“Oltre alla giusta dose di fortuna, la concentrazione fa (o meglio dovrebbe fare) la differenza nell’affrontare gli scritti. Tuttavia, avere la mente esclusivamente volta al codice ed al foglio non è facile, viste, purtroppo, le difficoltà logistiche di cui ho prima parlato. Non è, poi, affatto male confrontarsi con gli altri colleghi – candidati per arrivare alla soluzione dei pareri. Collaborare (senza lasciarsi condizionare) è senza dubbio utile. In ogni caso, va detto che le otto ore assegnate sembrano tante, ma in realtà scorrono via velocissime: dunque, meglio iniziare senza indugio a redigere pareri ed atto giudiziario!”

Com’è esercitare la libera professione  di avvocato dopo l’abilitazione

“Oltre a collaborare con lo studio legale dove ho fatto pratica, ho anche un mio studio. L’esercizio della libera professione comporta senza dubbio diversi pro e contro. Non può esserti chiaramente garantita una certezza economica nei guadagni, il che spinge la ricerca del lavoro. Inoltre, nell’ottica di un adeguato esercizio della professione è senza dubbio importante e consigliabile continuare a studiare sempre. Il mondo avanza e con esso anche le problematiche giuridiche connesse.”

Credi che per il futuro la specializzazione dei professionisti sia indispensabile, o l’Avvocato “generalista” può ancora avere un buon mercato?

“Oggigiorno l’offerta di avvocati è sicuramente piuttosto alta, se non quasi arrivata alla saturazione. Il progresso tecnologico e scientifico ha, però, portato alla nascita di nuove questioni giuridiche e, dunque, anche di diritti di attuale formazione, legati al proprio status. L’avvocato “generalista”, come inteso in passato, non credo riuscirebbe ad avere vita facile nel “mercato forense” di oggi. Specializzarsi anche in questioni e materie dalla nascita recente, come, per fare alcuni piccoli esempi a noi quotidianamente noti, quelle afferenti le problematiche legate all’accesso ad internet o allo status di consumatore, credo sarebbe buona norma sia per poter esercitare in maniera completa la professione di avvocato sia per rispondere effettivamente a quelle che sono le esigenze dei cittadini.”

Ricordiamo che anche l’attuale Ministro della Giustizia, Paola Severino – come ha rivelato lei stessa qualche mese fa – non ha superato la prova in questione al primo tentativo: ora, da più di un anno è Guardasigilli della Repubblica, è uno dei più noti avvocati d’Italia, è docente di Diritto Penale e Vice-Rettore dell’Università LUISS “Guido Carli”.

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