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21 aprile 2012

Al MAXXI di Roma, seconda edizione di “ContemporaneaMente”

Dal 26 aprile riprende al Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo la rassegna di incontri culturali “ContemporaneaMente” inaugurata l’anno scorso, dove si erano espressi, sul tema della “contemporaneità”, ospiti provenienti da terreni culturali assai diversi, come Umberto Veronesi, Umberto Galimberti, Gianna Nannini, Ascanio Celestini, Carlo Verdone.

Anche quest’anno, esponenti della cultura del nostro tempo sono chiamati a interrogarsi sull’idea di “contemporaneità”. In un’epoca post-moderna, nella quale la cultura è diventata un concetto assai ambiguo, sempre più vicino al sentire quotidiano e influenzato dal veloce progredire delle innovazioni tecnologiche, mediche, informatiche, multimediali, bisogna soffermarsi a guardare la “contemporaneità” con le lenti giuste, cercando di capire cosa oggi è cambiato – se in Italia si può parlare di “cambiamento” – rispetto al passato, in termini culturali.

Secondo la regista Francesca Archibugi – ospite di questa edizione il 10 maggio – la cui filmografia è già ben calata nello spirito critico del nostro tempo, “in un paese paralizzato come il nostro è difficile raccontare delle storie anche ora che si coglie la sensazione di una prossima rimessa in moto”.

Sulla letteratura contemporanea, invece, il 7 giugno esprimerà il suo parere Niccolò Ammaniti, Premio Strega 2007 e autore del noto libro Io non ho paura (2001). Per Ammaniti la letteratura è un linguaggio che non smette mai di essere sentito come “contemporaneo”, per la sua forma, universalmente riconosciuta.

Ad aprire la rassegna sarà il 26 aprile il pianista Michele Campanella, uno dei più acclamati musicisti del mondo – che di recente ha tenuto un concerto alla IUC de ‘La Sapienza’ – e noto in particolare per la passione e il talento che trasmette nelle esecuzioni della musica lisztiana; proprio Liszt, su cui Campanella ha anche l’anno scorso pubblicato un libro, Il mio Liszt, è uno dei tanti interpreti di quella modernità di cui, ancora oggi, risuona l’eco.

 

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