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10 aprile 2012

Bari, presentazione del libro “E se lavorassimo troppo?”

Il malessere di una tribolante economia nazionale, legata ai Paesi industrializzati europei, le inevitabili ripercussioni sul mercato del lavoro sono raccontati in primo piano quotidianamente dai mezzi d’informazione e misurati dai cittadini per mezzo della vita reale. Urge, in ceti sempre più allargati e coinvolti, la necessità di capire, attraverso un linguaggio semplice e comprensibile, cosa sta succedendo nella civiltà del capitale globalizzato cui apparteniamo. Spesso notizie e smentite si rincorrono nelle politiche che riflettono l’economia, la finanza, il lavoro, la produzione, i prodotti, i servizi mediante espressioni segmentate e poco chiare ai più.

Nel panorama editoriale nazionale verrà presentato “E se lavorassimo troppo?” (Donzelli editore, 118 pagine, 15 euro).  Il libro è un saggio dal titolo non solo provocatorio ma attuale, che aiuta a comprendere facilmente le dinamiche e le disfunzioni di sistema, legate soprattutto all’economia, al lavoro, alla produzione. Il lavoro editoriale, in formato tascabile, scritto a quattro mani da Nicola e Marco Costantino, rispettivamente padre e figlio, disegna lo scenario storico-culturale dell’economia moderna: dalla rivoluzione industriale di fine ‘700 ai giorni nostri, ipotizzando i prossimi scenari futuri. Il testo, ricco di citazioni e riferimenti bibliografici, è un utile vademecum per comprendere i fondamentali dell’economia moderna. Esso aiuta a riflettere sulle criticità del presente e invita a guardare il futuro con alcune ipotesi.

Pur discorrendo su argomenti non facili, i due autori impiegano un linguaggio informale ma rigoroso, ricco di dati e autorevoli citazioni. Scredita il valore della ricchezza misurata dal PIL pro-capite (Prodotto Interno Lordo)  perché inadeguato e incompleto, cita il debito pubblico italiano pari al 120%, a fronte di quello massimo ammissibile dall’Europa, 60%, disegna un quadro poco confortante, ma realistico, della crisi di sistema dei nostri giorni e invita a riflettere sull’economia che verrà.

“L’economia capitalistica – dicono – si è messa in un vicolo cieco. Gli aumenti di produttività, legati al progresso tecnologico, sono sfociati in un’alternativa diabolica: vogliamo più disoccupazione (a parità di produzione) o maggiore produzione, con conseguenti crisi economiche-finanziarie, da eccesso di offerta, e ambientali, da snodato inutilizzo delle risorse naturali non rinnovabili (a parità di lavoro)? L’unica maniera per sottrarsi a questa inaccettabile dicotomia è – secondo i Costantino – produrre valore con i valori, far si cioè che l’etica e il rispetto della persona non siano considerati sovrastrutture rispetto agli autonomi meccanismi di mercato, ma fattori produttivi essi stessi”.

Il libro “E se lavorassimo troppo?” e relativi sottotitoli (spiegati all’interno), sarà presentato al pubblico mercoledì, 11 aprile, ore 18:30, alla Libreria Feltrinelli di Bari (via Melo,119) da Giordano Bruno Guerri, scrittore e regista e da Gaetano Veneto, giurista del lavoro e professore all’Università di Bari. Con loro, gli autori: Nicola Costantino, ingegnere, già dirigente d’impresa, docente di Ingegneria economico-gestionale, autore di oltre duecento pubblicazioni sui temi dell’organizzazione della produzione, rettore del Politecnico di Bari e suo figlio, Marco, laurea in economia, master in economia dello sviluppo e dottorato di ricerca in Geografia economica. Al suo attivo un libro: “Il commercio equo e solidale alla prova dei fatti”, pubblicato nel 2006 da Bruno Mondadori.

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