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5 aprile 2012

“E se lavorassimo troppo?”, il nuovo libro di Giordano Bruno Guerri

Bari, 5 aprile 2012 –  Il malessere di una tribolante economia nazionale, legata ai Paesi industrializzati europei, le inevitabili ripercussioni sul mercato del lavoro sono raccontati in primo piano quotidianamente dai mezzi d’informazione e misurati dai cittadini per mezzo della vita reale. Urge, in ceti sempre più allargati e coinvolti, la necessità di capire, attraverso un linguaggio semplice e comprensibile, cosa sta succedendo nella civiltà del capitale globalizzato cui apparteniamo. Spesso notizie e smentite si rincorrono nelle politiche che riflettono l’economia, la finanza, il lavoro, la produzione, i prodotti, i servizi mediante espressioni segmentate e poco chiare ai più.

Nel panorama editoriale nazionale è presentato “E se lavorassimo troppo?” (Donzelli editore, 118 pagine, 15 euro).  Il libro è un saggio dal titolo non solo provocatorio ma attuale, che aiuta a comprendere facilmente le dinamiche e le disfunzioni di sistema, legate soprattutto all’economia, al lavoro, alla produzione. Il lavoro editoriale, in formato tascabile, scritto a quattro mani da Nicola e Marco Costantino, rispettivamente padre e figlio, disegna lo scenario storico-culturale dell’economia moderna: dalla rivoluzione industriale di fine ‘700 ai giorni nostri, ipotizzando i prossimi scenari futuri. Il testo, ricco di citazioni e riferimenti bibliografici, è un utile vademecum per comprendere i fondamentali dell’economia moderna. Esso aiuta a riflettere sulle criticità del presente e invita a guardare il futuro con alcune ipotesi.

Pur discorrendo su argomenti non facili, i due autori impiegano un linguaggio informale ma rigoroso, ricco di dati e autorevoli citazioni. Scredita il valore della ricchezza misurata dal PIL pro-capite (Prodotto Interno Lordo)  perché inadeguato e incompleto, cita il debito pubblico italiano pari al 120%, a fronte di quello massimo ammissibile dall’Europa, 60%, disegna un quadro poco confortante, ma realistico, della crisi di sistema dei nostri giorni e invita a riflettere sull’economia che verrà.

“L’economia capitalistica – dicono – si è messa in un vicolo cieco. Gli aumenti di produttività, legati al progresso tecnologico, sono sfociati in un’alternativa diabolica: vogliamo più disoccupazione (a parità di produzione) o maggiore produzione, con conseguenti crisi economiche-finanziarie, da eccesso di offerta, e ambientali, da snodato inutilizzo delle risorse naturali non rinnovabili (a parità di lavoro)? L’unica maniera per sottrarsi a questa inaccettabile dicotomia è – secondo i Costantino – produrre valore con i valori, far si cioè che l’etica e il rispetto della persona non siano considerati sovrastrutture rispetto agli autonomi meccanismi di mercato, ma fattori produttivi essi stessi”.

Il libro “E se lavorassimo troppo?” e relativi sottotitoli (spiegati all’interno), sarà presentato al pubblico mercoledì, 11 aprile, ore 18:30, alla Libreria Feltrinelli di Bari (via Melo,119) da Giordano Bruno Guerri, scrittore e regista e da Gaetano Veneto, giurista del lavoro e professore all’Università di Bari. Con loro, gli autori: Nicola Costantino, ingegnere, già dirigente d’impresa, docente di Ingegneria economico-gestionale, autore di oltre duecento pubblicazioni sui temi dell’organizzazione della produzione, rettore del Politecnico di Bari e suo figlio, Marco, laurea in economia, master in economia dello sviluppo e dottorato di ricerca in Geografia economica. Al suo attivo un libro: “Il commercio equo e solidale alla prova dei fatti”, pubblicato nel 2006 da Bruno Mondadori.

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