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28 aprile 2012

Emicrania da gelato: qual è la causa?

Con l’arrivo della “bella stagione” gelati e cibi freddi saranno all’ordine del giorno, e così, a quanto pare, anche i mal di testa provocati proprio da questi ultimi. Ma per quale motivo cibi e bevande ghiacciate causano improvvise fitte alla testa? La risposta al quesito, fino ad ora ancora oscura per gli scienziati, arriva direttamente dalla Harvard Medical School.

I ricercatori statunitensi hanno infatti condotto una ricerca a riguardo, basandosi su alcuni dati precedenti, secondo cui coloro che soffrono di emicrania sono più soggetti a mal di testa causati da cibi freddi. Gli studiosi hanno dunque immaginato che ci fosse un nesso tra i due fenomeni, per cui hanno deciso di sfruttare l’emicrania da gelato per poter comprendere meglio le dinamiche del disturbo.

La ricerca è stata condotta su un gruppo di 13 volontari, i quali hanno bevuto con una cannuccia un bicchiere di acqua molto fredda, portando il liquido verso il palato con la lingua, segnalando agli scienziati il momento preciso in cui le fitte iniziavano e terminavano. Questo metodo ha permesso ai ricercatori di analizzare le dinamiche del mal di testa, un fenomeno improvviso e rapido, quindi non facilmente individuabile.

Durante lo studio, gli scienziati hanno monitorato il flusso sanguigno nel cervello dei volontari, osservando un incremento dell’afflusso nell’arteria cerebrale anteriore, cioè in un ramo dell’arteria carotide, il grande tronco arterioso destinato a trasportare il sangue fino al cervello.

L’aumento del flusso sanguigno provoca la dilatazione dell’arteria, che quindi preme sulle aree che la circondano, provocando il famoso mal di testa. Successivamente l’afflusso diminuisce, l’arteria si restringe e le fitte scompaiono.

Secondo i ricercatori, questo fenomeno potrebbe essere una sorta di autodifesa del cervello, come conferma il coordinatore della ricerca, il prof. Jorge Serrador: “Il cervello è tra gli organi più importanti del nostro corpo, per questo motivo ha l’obbligo di lavorare senza sosta. Essendo molto sensibile agli sbalzi di temperatura, ha bisogno di stare al caldo, per questo avviene la vasodilatazione, che permette ai vasi sanguigni di portare sangue caldo al nostro cervello”.

Lo studio americano ha una grande importanza, poichè potrebbe costituire la base su cui creare farmaci e terapie mirate, in grado di controllare l’emicrania non dovuta ai cibi freddi.

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